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Tetto annuale a 7 mila euro sul lavoro accessorio

lentepubblica.it • 16 Marzo 2015

lavoro accessorioLa novità è contenuta nello schema di decreto legislativo sulle tipologie contrattuali approvata dal Governo nel Cdm del 20 Febbraio.

 

Per il lavoro accessorio arriva il tetto annuo dei compensi a 7mila euro e la tracciabilità obbligatoria.. Sono queste le novità previste dallo schema di decreto di riordino delle formule contrattuali varato dal Governo a fine febbraio, ora all’esame delle Commissioni parlamentari. Accanto a queste misure viene introdotto, inoltre, il divieto di utilizzo negli appalti.

 

Le novità in arrivo sul Lavoro Accessorio

Lo schema di decreto legislativo sulle tipologie contrattuali individua come lavoro accessorio le «attività lavorative di natura subordinata o autonoma che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7mila euro nel corso di un anno civile», rivalutati in base all’indice Istat.

– Nei confronti dei committenti imprenditori o professionisti, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun committente per compensi non superiori a 2mila euro.

– Per legge si introduce poi il divieto a utilizzare il lavoro accessorio negli appalti (tranne specifiche ipotesi definite dal ministero del Lavoro).

– Viene poi introdotto l’obbligo di tracciabilità del lavoro accessorio e di monitoraggio, attraverso una comunicazione preventiva alta direzione territoriale del Lavoro, con modalità telematiche (sms, email).

Rispetto alla disciplina attuale coniata dal decreto Giovannini del 2013 (Dl 76/2013) che ha fatto rientrare nel lavoro accessorio le prestazioni caratterizzate da compensi fino a 5mila euro l’anno per il singolo lavoratore (che si riducono a 2mila nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti) sono quindi due le novità principali. Con il Jobs Act, il primo tetto sarà innalzato a 7mila euro, mentre il secondo resta invariato. Nel decreto attuativo del Jobs act viene poi chiarito l’ambito temporale nel qual e verificare il rispetto dei limiti economici, che sarà ancorato al concetto di anno civile e non più a quello di anno solare.

 

Il lavoro accessorio

Si tratta di una forma di lavoro particolarmente utilizzata per pagare prestatori impiegati in lavori stagionali e discontinui. I voucher, cartacei o telematici, in tagli da 10, 20 o 50 euro, contengono una quota di retribuzione, ma anche una fetta di contributi Inps e Inail. Il valore nominale è comprensivo infatti della contribuzione (13%) a favore della gestione separata Inps, di quella diretta all’Inail per l’assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Inps) per la gestione del servizio (5 per cento).

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it) - articolo di Davide Grasso
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