Titoli di partecipazione ai Concorsi Pubblici: alcuni importanti chiarimenti

Andrea Bufarale • 8 Aprile 2021

titoli-partecipazione-concorsi-pubbliciLa risposta ad un quesito in materia di personale ed organizzazione, nello specifico in relazione ai Titoli di partecipazione ai Concorsi Pubblici, a cura del Dottor Andrea Bufarale.


Questo Comune ha bandito un concorso per Agenti di Polizia Municipale prevedendo, tra gli altri, come requisito da avere al momento della scadenza delle domande, il possesso della patente di guida cat. A3. Un candidato ha dichiarato “di non aver conseguito la patente A3 entro la data di scadenza per la presentazione della domanda di ammissione, poiché l’esame stesso è stato rinviato a causa della pandemia da Covid-19″ allegando certificato di frequenza del corso presso l’autoscuola”. Come agire?

a cura di Andrea Bufarale

Titoli di partecipazione ai Concorsi Pubblici

L’art. 2, comma 7, D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487 inerente il “Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi” prevede testualmente che “i requisiti prescritti (per la partecipazione al concorso) devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della domanda di ammissione“.

Tale assunto, non fa altro che confermare la previsione inserita nel bando di concorso richiamato (lex specialis della procedura) secondo il quale tutti i requisiti richiesti (sia generali che specifici) devono essere posseduti al momento della scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione.

Anche secondo il Consiglio di Stato (Sez. IV, 19 febbraio 2010, n. 995), infatti, a nulla rileva il fatto che per qualsiasi ragione il candidato non abbia potuto sostenere l’esame di qualificazione, in quanto il citato assunto che i requisiti debbono essere posseduti entro il termine fissato dall’Amministrazione procedente, è senz’altro un principio generale posto a tutela dell’esigenza di garantire:

  • la parità di trattamento tra i candidati;
  • la necessità di individuare correttamente i soggetti partecipanti prima dell’inizio della procedura;
  • l’eliminazione delle incertezze sul numero dei partecipanti;
  • e la previa fissazione di regole idonee a ridurre l’eventuale contenzioso successivo.

Riteniamo pertanto che il candidato debba essere escluso dalla procedura concorsuale per mancanza di uno dei requisiti prescritti dalla stessa.

Per una guida completa a Cosa fa punteggio nei concorsi pubblici potete consultare il nostro approfondimento.

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Fonte: articolo di Andrea Bufarale [tratto da risponde.leggiditalia.it]
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