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Trattenimento in servizio Dipendenti Pubblici 2019, le regole

lentepubblica.it • 19 Luglio 2019

trattenimento-in-servizio-dipendenti-pubblici-2019Trattenimento in servizio Dipendenti Pubblici 2019: sono molte le cose che sono cambiate negli ultimi anni nella PA, e tra queste anche la possibilità di trattenimento in servizio degli statali.


Il trattenimento in servizio è un istituto che consente ai dipendenti pubblici di rimanere sul posto di lavoro per un ulteriore lasso di tempo oltre il compimento dell’età pensionabile di vecchiaia, cioè oltre i 66 anni e 7 mesi. Prima del decreto legge sulla Riforma della pubblica amministrazione (Dl 90/2014), il dipendente pubblico poteva chiedere, e l’amministrazione concedere, il trattenimento per un biennio dopo il compimento dell’età pensionabile (es. da 66 a 68 anni).

Trattenimento in servizio Dipendenti Pubblici 2019

Il Decreto legge 90/2014 ha provveduto all’abolizione dell’istituto a partire dal 1° novembre 2014. Eliminando, pertanto la possibilità per il lavoratore di chiedere di restare in servizio oltre il limite anagrafico per il pensionamento di vecchiaia. Attualmente, pertanto, al perfezionamento dei 66 anni e 7 mesi l’amministrazione pubblica deve obbligatoriamente collocare a riposo d’ufficio il dipendente.

Resta solo un’eccezione: laddove, al compimento della predetta età, il lavoratore non abbia raggiunto il requisito contributivo minimo per ottenere la pensione di vecchiaia (cioè 20 anni di contributi) questi può chiedere comunque il trattenimento a condizione che raggiunga il predetto requisito contributivo entro l’età massima di 70 anni (da adeguare alla stima di vita). Il trattenimento in servizio non può essere concesso in nessun altro caso al di fuori di tale eccezionale circostanza.

La decisione della Corte Costituzionale

L’abolizione dell’istituto del trattenimento in servizio per i dipendenti pubblici è legittimo. In quanto non lede la possibilità per il dipendente di raggiungere l’anzianità contributiva minima per il conseguimento della pensione. E ciò vale anche per il personale della magistratura. E’ quanto ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza numero 131 del 22 giugno 2018. Nella quale i giudici erano stati chiamati dal TAR del Lazio a valutare un passaggio del decreto legge Madia. Che, come detto sopra, ha abolito il trattenimento in servizio nelle PA.

Secondo i giudici l’amministrazione pubblica, ribadisce la Corte, è tenuta a proseguire il rapporto di lavoro con il dipendente. Infatti, solo nel caso questi non maturi alcun diritto a pensione al compimento dell’età limite ordinamentale. O al compimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)
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