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Uffici Giudiziari: SIDIPE, efficienza passa attraverso valorizzazione della dirigenza penitenziaria

lentepubblica.it • 3 Giugno 2014

Il Si.Di.Pe. dell’Amministrazione Penitenziaria” espresso dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che intervistato dal quotidiano il manifesto, ieri in edicola, ha parlato di un progetto di riorganizzazione totale del sistema penitenziario italiano che vada nella direzione di una “riforma qualitativa e non solo quantitativa delle condizioni di vita dei detenuti”, in un’ottica di “massima trasparenza”.

Il Si.Di.Pe.,che è l’organizzazione sindacale più rappresentativa del personale della Carriera dirigenziale penitenziaria, concorda sul fatto che un riassetto sia necessario ma ritiene che possa darsi funzionalità al sistema solo restituendo l’Amministrazione penitenziaria a chi il sistema effettivamente conosce e cioè alla dirigenza penitenziaria. I dirigenti penitenziari, infatti, ben conoscono la realtà dell’esecuzione penale poiché dirigono e gestiscono da sempre in prima persona la complessità delle carceri e degli uffici di esecuzione penale esterna, profondendo quotidianamente, pur tra mille difficoltà e scarsissime risorse, un impegno straordinario per assicurare un sistema penitenziario nel quale la pena sia rispettosa dell’uomo e finalizzata alla recupero. Il Si.Di.Pe. ritiene che se l’Italia con la visita dello scorso 23 maggio ha potuto ricevere la fiducia dei vertici del Consiglio d’Europa e quindi ottenere una deroga sulla scadenza che era stata prevista dalla Corte di Strasburgo con la sentenza Torreggiani nel 28 maggio, è stato in buona parte grazie all’impegno concreto, costante e diretto dei Dirigenti penitenziari, dai Provveditori regionali dell’Amministrazione Penitenziaria ai Direttori degli Istituti Penitenziari e degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, che in questi mesi dalla sentenza hanno fatto tutto il possibile per attuare le direttive politiche rivolte a fronteggiare l’emergenza penitenziaria e far rientrare le carceri nei parametri definiti dalla CEDU. Tuttavia il lavoro svolto non può ritenersi concluso perché rientrare nei parametri della CEDU non significa solo assicurare lo spazio vitale minimo alle persone detenute ma anche riempire di contenuti la detenzione, affinché possa darsi concreta ed effettiva attuazione al principio costituzionale che vuole la pena finalizzata al recupero. E per far questo occorre una competenza tecnica specifica che è bagaglio professionale acquisito della dirigenza penitenziaria. In tal senso il Si.Di.Pe. vuole interpretare la risposta del Ministro Orlando “Penso ad un riassetto complessivo e completamente diverso dell’amministrazione penitenziaria, che va innervata anche di figure provenienti da altri percorsi” alla domanda del giornalista “Un’amministrazione così complessa, sulla quale rischiamo sanzioni europee, deve essere per forza guidata da un magistrato?”.

Occorre ricordare che pur prevedendo la legge che l’incarico di Capo del D.A.P. possa essere conferito ad un dirigente generale della Carriera Dirigenziale penitenziaria, voluta dalla legge specificamente per gestire il sistema penitenziario, esso è stato attribuito sino ad oggi solo a magistrati. Per la nomina del nuovo Capo del D.A.P. Il Si.Di.Pe. confida, allora, in un segnale di discontinuità del Governo poiché la nomina di esterni all’Amministrazione, dirigenti o magistrati che siano, al di là della competenza da questi espressa negli incarichi di provenienza registra il grave e già accertato gap di una mancanza di conoscenze tecniche adeguate e di tempi troppo lunghi di comprensione del complesso sistema penitenziario rispetto alle necessità di azioni operative urgenti.

Peraltro la sottrazione di magistrati alla giurisdizione contribuisce al triste primato che il nostro Paese ha in Europa, quello del più alto numero di condanne inflitte dalla CEDU per violazioni dell’articolo 6 §1 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, più frequenti dopo l’introduzione nell’art.111 della Costituzione del principio della “ragionevole durata” del processo. accoglie con favore il proposito di un “riassetto complessivo e completamente diverso.

 

FONTE: AgenParl – Agenzia Parlamentare per la Comunicazione Politica ed Economica

 

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