Whistleblowing: regole sulla tutela dell’identità del segnalante

lentepubblica.it • 17 Dicembre 2017

whistleblowing tutela segnalanteDopo l’approvazione definitiva della legge sul Whistleblowing, cosa cambierà all’interno delle PA?


Dopo il via libera definitivo della Camera dei deputati, arriva in Gazzetta Ufficiale la legge 179/2017, “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”.

 

Si tratta di un primo e significativo intervento sulla disciplina pubblicistica del whistleblowing, con modifiche attese da quasi due anni all’articolo 54-bis (“Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti”) del Dlgs 165/2001.

 

Il ‘whistleblowing’ è uno strumento legale usato per segnalare all’autorità giudiziaria, alla Corte dei conti, all’Autorità nazionale anticorruzione o al responsabile del proprio posto di lavoro di un eventuale pericolo in sede, frode, danno ambientale, false comunicazioni sociali, illecite operazioni finanziarie, casi di corruzione, concussione o negligenza medica.

 

Lo scopo della legge è quello di tutelare l’attività di segnalazione di condotte illecite attraverso la garanzia dell’anonimato, la protezione nei confronti di misure discriminatorie o ritorsive incidenti nell’ambito del rapporto di lavoro.

 

Infatti, nella legge recentemente approvata a Montecitorio è prevista la tutela dell’identità del segnalante, oltre alla garanzia di nessuna ritorsione sul lavoro e tantomeno di atti discriminatori. Nello specifico il dipendente, pubblico o privato che sia, che segnala all’Autorità nazionale anticorruzione o all’autorità giudiziaria condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza non potrà essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito.  Si prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento e la nullità di ogni atto discriminatorio o ritorsivo.

 

L’identità del segnalante non può essere rivelata. Spetterà al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie siano motivate da ragioni estranee alla segnalazione da parte del dipendente.

 

E nel Pubblico Impiego (che recentemente ha subito il primo licenziamento causato dal Whistleblowing) quali sono le prospettive?  È stata spesso denunciata una lacuna riguardante sistemi informatici adeguati alle indicazioni Anac. Questa criticità potrebbe scatenare una serie di conseguenze negative molto gravi, tra le quali sanzioni elevatissime e contenziosi nei confronti dei Responsabili Anticorruzione.

 

Qual è l’identikit di questi sopra citati sistemi?

 

Deve essere prediletta, infatti l’istituzione di sistemi informativi che incorporino «strumenti di crittografia per garantire la riservatezza dell’identità del segnalante e per il contenuto delle segnalazioni e della relativa documentazione».

 

Un esempio virtuoso è rappresentato da Segnalazioni.net, piattaforma certificata di Digital PA dalla norma ISO/IEC 27001 (sistema di gestione delle informazioni) che garantisce l’integrità e la riservatezza dei dati trattati.

 

La piattaforma telematica di segnalazione degli illeciti è un servizio in S.a.a.s offerto agli Enti Pubblici dalla DigitalPA, società di rilievo nazionale, la cui attività è incentrata esclusivamente sullo sviluppo, distribuzione e manutenzione di software di ausilio normativo alla Pubblica Amministrazione Italiana.

 

Lo strumento, nasce come manifestazione di un auspicato contesto di collaborazione nei rapporti tra amministrazione e pubblici dipendenti, i quali – più di tutti e meglio degli organi preposti istituzionalmente al controllo – sono in grado di rilevare se ci siano comportamenti, nell’ente di appartenenza, che possono condurre a fatti di corruzione.

 

segnalazioni net

 

L’infrastruttura applicativa è una piattaforma di esclusivamente dedicata a questa nuova procedura, sviluppata per soddisfare le più rigide esigenze in fatto di sicurezza e riservatezza. Questo rappresenta, infatti, un punto essenziale della procedura di whistleblowing.

 

Per questo motivo il software è allo stato di fatto l’unico sistema che tutela anche e soprattutto i funzionari responsabili dalle importanti sanzioni previste dalla norma, potendo tracciare e certificare la corretta istruzione delle pratiche e la segretezza delle stesse.

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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