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18 maggio: a Roma il presidio unitario di Università, Ricerca e Afam

lentepubblica.it • 12 Maggio 2017

afam milleprorogheFLC CGIL, insieme a FIR CISL e UIL RUA per cambiare il Decreto Madia, dire basta al precariato e aprire subito le trattative per il rinnovo del contratto.


La manifestazione, che si terrà a Palazzo Vidoni, sede del Ministero della Funzione Pubblica, il prossimo 18 maggio dalle ore 10 alle ore 13, è stata promossa unitariamente da FLC CGILFIR CISLUIL RUA per chiedere modifiche al Testo Unico sul pubblico impiego e alla legge Brunetta, in coerenza con l’Accordo del 30 novembre 2016, firmato dal Governo e da CGIL, CISL, UIL che nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro urgente alla Ministra Madia.

 

Per le tre categorie promotrici, le lavoratrici e i lavoratori precari che da anni svolgono mansioni stabili e necessarie per gli Enti di Ricerca, le Università e l’Afam devono essere assunti e devono essere avviate le trattative all’ARAN per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

 

È necessario pertanto che il MIUR e il Ministero per la Semplificazione e la PA, svolgano a pieno il ruolo di vigilanza ed indirizzo che compete loro, per favorire la migliore applicazione del D.Lgs 218/2016. Gli spazi di flessibilità, la revisione degli statuti, il recepimento della Carta Europea dei ricercatori, le novità introdotte in tema di piani di fabbisogno del personale, in particolare per consentire il superamento del precariato, vanno difesi e non possono essere alimentati alibi interpretativi circa la disciplina del decreto.

 

Anche in prospettiva della prevista riforma del TU sulla PA e vista la necessità dichiarata di “porre fine al precariato nella pubblica amministrazione”, come stabilito nel protocollo del 30 novembre 2016 stipulato dalle confederazioni con il governo, non possiamo non cogliere le opportunità del Dlgs 218/2016. Per questo FLC CGIL Fir Cisl UilRua e Anpri hanno unitariamente avanzato una richiesta di incontro alla Ministra Fedeli e alla Ministra Madia.

 

Deve essere però chiaro al Governo che per valorizzare gli spazi aperti dalla riforma degli enti di Ricerca occorre affrontare il nodo del rifinanziamento dei Fondi ordinari, ponendo fine ai continui tagli operati negli ultimi anni da un approccio sbagliato al tema della spesa pubblica, che ha finito per modificare il sistema di finanziamento costringendo gli enti a ricorrere al mercato esterno per reperire le risorse necessarie.

 

L’urgenza di un incremento strutturale dei fondi ordinari degli Enti di ricerca per la FLC CGIL rappresenta il grande tema, l’unico con il quale la Politica può mostrare di volersi misurare davvero con il rilancio della ricerca pubblica. A partire dalla necessità di rendere la stabilizzazione dei precari pubblici attualmente in discussione in parlamento, realmente applicabile al sistema della ricerca.

 

 

 

Fonte: FLC CGIL - Federazione Lavoratori della Conoscenza
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