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Alternanza scuola lavoro, orario incrementato: chi riguarda?

lentepubblica.it • 6 Dicembre 2018

alternanza-scuola-lavoro-orarioLa Camera dei deputati ha approvato un emendamento riguardo l’alternanza scuola lavoro e l’orario in cui svolgerla. Vediamo le modifiche.


L’alternanza scuola lavoro è stata inserita nella riforma della Buona Scuola con la legge 107/2015.

 

Introdotta inizialmente nel 2003, consiste in un periodo di formazione teorica in classe e uno di esperienza pratica presso un’azienda in cui si decide di svolgere l’alternanza.

 

Questo progetto è stato istituito come obbligatorio con lo scopo di avvicinare tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle superiori al mondo del lavoro.

 

Inoltre nell’ottica di far acquisire agli studenti un’esperienza utile per la ricerca del futuro lavoro.

 

Le ore sono complessive, da accumulare nel corso dell’ultimo triennio di scuola, e non prevedono nessuna forma di retribuzione o di rimborso spese.

 

Le risorse stanziate per legge nella nuova manovra finanziata sono state ridotte: da 400 ore nel triennio a 180 ore negli Istituti professionali.

 

L’attuale Governo ha infatti modificato la somma delle ore in questo modo:

 

  • non inferiore a 180 ore negli istituti professionali;
  • non inferiore a 150 ore negli istituti tecnici;
  • non inferiore a 90 ore nei licei.

 

Questa operazione prevedeva un risparmio di 50 milioni di euro.

 

La novità dell’ emendamento

 

L’onorevole, ex Ministro dell’istruzione, Maria Stella Gelmini ha presentato alla Camera un emendamento al riguardo che è stato approvato dalla maggioranza.

 

L’emendamento approvato incrementa quindi da 180 ore a 210 ore l’entità dell’orario minimo complessivo da destinare obbligatoriamente ai percorsi per le competenze trasversali (questo è il nuovo nome per indicare l’alternanza scuola lavoro) nell’ultimo triennio degli istituti professionali.

 

Restano gli stessi tempi per gli altri Istituti: minimo 150 ore negli Istituti tecnici e 90 nei Licei.

 

Sono fermamente convinto che i termini scuola e lavoro non debbano essere intesi in maniera antitetica, ma come sintesi naturale. Trovo normale che durante un percorso di studi, oltre al trasferimento di conoscenze e di strumenti per interpretare il mondo in cui viviamo, si tenti di orientare gli studenti verso un lavoro, qualunque esso sia. In questo senso, reputo molto importante e formativo che gli studenti possano, tramite percorsi di competenze trasversali, iniziare a misurarsi con il mondo del lavoro, con il quale prima o poi dovranno entrare in contatto.”

 

Ha affermato inoltre il Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Marco Bussetti, durante il question time di ieri alla Camera.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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