Fondi alternanza scuola/lavoro: taglio del 97% in 15 anni

lentepubblica.it • 28 Ottobre 2014

Dei 345 milioni di euro assegnati nel 1999 sono rimasti appena 11 milioni: l’anno scorso erano quasi 21. Il crollo dei finanziamenti è stato verticale.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): la quota oggi assegnata ad ogni scuola è quella che alcuni anni fa veniva affidata ad ogni classe. La discrasia tra le buone intenzioni, contenute anche nella ‘Buona Scuola’ e la realtà sullo stesso argomento è troppo grande per essere vera: ma il Governo è a conoscenza di tutto questo?

Sull’importanza formativa delle esperienze degli studenti in azienda, il Governo continua a predicare bene ma a razzolare sempre peggio. È notizia di queste ore che per l’anno scolastico in corso le risorse destinate all’alternanza scuola-lavoro – per lo svolgimento degli stage degli allievi iscritti al terzo, quarto e quinto anno degli istituti superiori tecnici e professionali – sono state ridotte drasticamente. “Per l’a.s. 2014-2015 gli stanziamenti ammontano a 11 milioni di euro quando per l’a.s. 2013-2014 erano stati stanziati 20.560.000 e per l’a.s. precedente, 2012-2013 26.790.000”, riporta la stampa specializzata.

Gli 11 milioni stanziati per quest’anno scolastico sono stati ripartiti in proporzione al numero degli iscritti nelle classi seconde, terze e quarte dei diversi ordini di scuola e spetteranno: 6 milioni di euro per gli istituti tecnici; 4 milioni di euro per gli istituti professionali; 1 milione di euro per i licei. Si tratta di cifre davvero esigue, ormai quasi simboliche, visto che dovranno essere ripartite tra i circa 2mila istituti scolastici superiori interessati. Ogni scuola superiore riceverà, in media, 5.500 euro. Se si dividerà questo finanziamento per le varie classi terze, quarte e quinte di ogni istituto, ne consegue che ad ognuna arriverà appena qualche centinaio di euro.

“Viene da chiedersi – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – se il Governo è a conoscenza di questa situazione: perché la discrasia tra il dire e il fare da parte di chi amministra lo Stato e la scuola pubblica italiana è troppo grande per essere vera. Basta dire che i 5mila euro che verranno assegnati nel 2015 ad ogni scuola superiore per le attività di alternanza, sono quelli che 15 anni fa venivano assegnate ad ogni classe interessata alle stesse attività di collegamento scuola-lavoro. Invece di pensare seriamente di elevare l’obbligo formativo a 18 anni, come aveva proposto saggiamente nel 1999 l’allora Ministro Luigi Berlinguer – conclude Pacifico –, oggi al Miur l’operazione che meglio riesce è quella dei tagli”.

In effetti, la serie storica sulle risorse ministeriali destinate al cosiddetto fondo della Legge 440, riferisce la stampa nazionale, è passata dai 345 milioni di euro del 1999 agli appena 11 milioni di euro dell’anno scolastico in corso. Il crollo dei finanziamenti è stato verticale: oggi alle scuole superiori italiane è rimasto a disposizione appena il 3% di quello che veniva corrisposto dal Miur tre lustri fa. Eppure se si vuole pensare di ridurre l’altissima percentuale di alunni che lasciano la scuola prima del tempo, quelli che non arrivano alla maturità e i 700mila Neet tra i 15 ed i 25 anni, i tirocini in azienda sono fondamentali. In primis negli istituti tecnici e professionali, dove gli abbandoni dei banchi sono hanno raggiunto livelli record, soprattutto nelle province del Sud di Sicilia a Sardegna.

 

 

FONTE: ANIEF – Associazione Professionale Sindacale

 

 

Alternanza scuola lavoro

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