Come cambia il modo d’insegnare? Diffondere il verbo della Scuola 2.0

lentepubblica.it • 7 Novembre 2014

Come cambia il modo di insegnare? In Italia ci sono molti esempi di didattica innovativa che prendono a cardine le nuove tecnologie. Vediamo cosa succede in una scuola bolognese. Raccontaci la tua esperienza.

Ci siamo già occupati di innovazione didattica, intervistando Antonio Ferrone, Preside del Liceo Scientifico Meucci di Aprilia (Lt,) che ha dato il via a un processo di digitalizzazione completo, creando una classe in cui i libri cartacei non esistono più e sono anzi stati rimpiazzati da tablet e e-book.

Ma c’è anche altro, ad esempio  le scuole medie Guercino di via Longo, al Savena (BO). Il dirigente, Giovanna Cantile, ha rilasciato una intervista al Corriere della Sera di Bologna, illustrando il sistema che in questi anni ha caratterizzato un processo di innovazione didattica.

I cardini attorno a cui ruota la didattica sono: le Lim, una piattaforma Moodle e il Flipped classroom.

A differenza di quanto affermato dal rottamatore Renzi che nella buona scuola definisce le Lim una tecnologia ingombrante, esse rappresentano un momento importante nell’innovazione didattica messa a punto da questa scuola. Ogni classe ne ospita una, grazie ai finanziamenti che negli anni passati hanno puntato molto sulla dotazione tecnologica.

Ma è nel software in cui risiede la vera innovazione. Infatti, la scuola utilizza una piattaforma Moodle, una piattaforma e-learning nella quale si possono inserire file, video, test e restare sempre in contatto con gli studenti.

La piattaforma permette agli studenti di contattare i docenti anche a casa attraverso i tablet o i computer e i docenti possono rispondere e correggere le verifiche inviate per via telematica.

Altra innovazione riguarda il metodo didattico. Infatti, la scuola ha adottato la didattica invertita, il Flipped Classroom. I docenti assegnano dei compiti da svolgere a casa, gli studenti fanno le loro ricerche e il giorno dopo saranno loro stessi a discuterne, lavorando in gruppi.

 

 

FONTE: Orizzonte Scuola (www.orizzontescuola.it)

 

digitale, tecnologie

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