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Rodotà critica i superpoteri dei nuovi dirigenti scolastici

Simone Bellitto • 14 Maggio 2015

Stefano-Rodota-riforme-510-2015Stefano Rodotà, il famoso giurista, politico e accademico italiano, si è scagliato in maniera veemente e senza appello contro la nuova Riforma del sistema scolastico, meglio nota ai più come DDL Buona Scuola.

 

Il bersaglio principale delle invettive lanciate da Rodotà sono i dirigenti scolastici, insigniti di veri e propri “super poteri” da nuovissimo disegno di legge. L’intervento in materia del giurista, con annesse salaci critiche, è stato registrato durante la puntata, messa in onda lo scorso 12 Maggio, del programma televisivo “Di Martedì”, trasmesso sul canale televisivo La7 sotto conduzione del presentatore Giovanni Floris.

 

Pertanto qual è il succo di questa intervista in prima serata? Sul ruolo dei dirigenti scolastici all’interno della Riforma, che alieni dal confronto sono stati messi alla stregua di veri e propri “governanti” degli istituti scolastici, la sentenza è netta.

 

“Nella scuola si riproduce”, pertanto afferma Rodotà, “la logica della centralizzazione del potere con questa creazione di una figura nuova” come per appunto è quella del nuovo dirigente-governante.

 

Con cosa, pertanto andrebbe a cozzare questo nuovo corpo scolastico plasmato da questo DDL? Con la scuola nella sua quintessenza di “corpo nella quale ci sono gli insegnanti e gli studenti” e “dove il preside della scuola deve confrontarsi con tutti”.

 

Dunque, la critica più serrata è quella relativo ad un universo scolastico che rischierebbe di alimentare le tensioni piuttosto che stemperarle. “L’accentramento di potere nella scuola aumenterà i conflitti, aumenterà la difficoltà di gestire la scuola”.

 

Il messaggio chiaro che Rodotà vuole trasmettere, in conclusione, è il seguente: far sì che l’istituzione scolastica funzioni a dovere “non è solo una regola di democrazia, ma una regola di funzionalità”.

 

Come reagiranno a quest’attacco i dirigenti scolastici, “premiati” fino a questo momento da questa nuova visione di intendere la “professione” di preside?

 

Si attendono nuovi sviluppi, ma il dibattito e la polemica potrebbero non concludersi qui.

 

 

Fonte: articolo di Simone Bellitto
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