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Dirigenti Scolastici: dati patrimoniali non vanno pubblicati dalle Scuole?

lentepubblica.it • 19 Dicembre 2016

dirigenti scolastici dati patrimonialiLa legge 192/2012 sulla prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione e il decreto legislativo 33/2013 attuativo hanno introdotto l’obbligo per le pubbliche amministrazione di pubblicare le informazioni relative ai redditi e al patrimonio personale proprio e del coniuge e dei parenti, se consenzienti, dei politici e dei titolari di incarico politico o di indirizzo politico.

 

 


 

Una recente modifica – introdotta dal decreto legislativo 97/2016 – ha esteso tali obblighi di pubblicità e trasparenza a tutti i dirigenti delle amministrazioni pubbliche, qualsiasi sia l’incarico ricoperto.

 

La norma, per come è stata formulata, si applica dunque a tutti i dirigenti, compresi i dirigenti scolastici, ma sono le amministrazioni a dover pubblicare, pena le sanzioni previste, i dati e le informazioni relativi ai redditi e ai patrimoni dei dirigenti e dei parenti che lo consentano.

 

Nessuna responsabilità è dunque a carico delle scuole e dei dirigenti scolastici che dovranno solo comunicare all’Amministrazione scolastica quanto la stessa richiederà per provvedere poi come già avviene per i curricoli e le retribuzioni contrattuali che sono reperibili sul sito del MIUR.

 

Sul tema è intervenuta la Struttura di Comparto Nazionale dei dirigenti scolastici con l’ordine del giorno che segue.

 

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Ordine del giorno della Struttura Nazionale di Comparto dei Dirigenti Scolastici FLC CGIL – 14 dicembre 2016

 

La Struttura Nazionale di Comparto dei Dirigenti Scolastici della FLC CGIL denuncia la gravissima lesione del diritto alla riservatezza della sfera della vita privata dei  dirigenti scolastici e della loro dignità personale causata dall’obbligo di pubblicazione da parte dell’Amministrazione Scolastica  dei redditi complessivi e della situazione patrimoniale.

 

L’estensione indistinta a tutti i dirigenti pubblici di una norma finalizzata a contrastare i gravissimi casi di corruzione che hanno caratterizzato il mondo della politica ne riduce la capacità di prevenzione della corruzione distogliendo l’attenzione dai soggetti fra i quali effettivamente sono avvenuti fatti che hanno prodotto tanto danno al patrimonio pubblico e tanto allarme sociale.

 

Non trovano alcuna giustificazione la pubblicazione e la diffusione di dati e informazioni personali dei dirigenti scolastici sul sito del loro datore di lavoro. I dirigenti scolastici non hanno fatto alcun “patto” con gli elettori, ma hanno un rapporto di lavoro che è stato instaurato dopo che essi hanno vinto un pubblico concorso e che è regolato da un contratto collettivo

 

I dirigenti scolastici non hanno nulla a che vedere con i numerosi casi di corruzione e di arricchimento ai danni della collettività che hanno visto coinvolti amministratori eletti e dirigenti scelti discrezionalmente dai politici.

 

Nessuna motivazione  di interesse pubblico giustifica una lesione così grave del loro diritto alla riservatezza e di quella dei loro familiari.

 

Diversamente da quanto affermato in questi giorni da alcuni, sempre pronti a caricare di oneri e molestie burocratiche le scuole e i dirigenti scolastici, noi riteniamo che la pubblicazione dei dati di reddito e  patrimoniali dei dirigenti scolastici sia un obbligo per l’Amministrazione Scolastica che già pubblica i loro curricula e la loro retribuzione.

 

Sarà pertanto un suo problema stabilire cosa richiedere ai dirigenti e cosa pubblicare, e fare attenzione  al rispetto del diritto alla riservatezza dei dati personali e della dignità dei dirigenti scolastici tutelato dalla legge e al rispetto del loro contratto di lavoro.

 

Invitiamo pertanto i colleghi a non procedere autonomamente ad alcuna pubblicazione sul sito delle scuole e ad evitare qualsiasi coinvolgimento, che pure ci risulta essere stato chiesto in qualche regione ai dirigenti responsabili delle reti di ambito, nella raccolta dei dati personali dei colleghi e ad attendere le richieste che l’Amministrazione scolastica dovrà inviare ad ogni dirigente.

 

Al MIUR e al suo Responsabile per la Prevenzione della Corruzione chiediamo di chiarire al più presto come intenda dare applicazione ad una norma che secondo noi va interpretata nel senso dell’esclusione i dirigenti scolastici da un obbligo di pubblicazione di dati e informazioni personali che non ha alcuna motivazione di interesse pubblico e che rappresenta invece una degenerazione del positivo principio del  “controllo pubblico” perché viene applicata a soggetti il cui operato professionale è già sottoposto al controllo degli organi previsti dall’ordinamento legislativo e da quello contrattuale.

Fonte: FLC CGIL - Federazione Lavoratori della Conoscenza
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