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Diseguaglianze nella Ricerca e nell’Università: il caso Human Technopole

lentepubblica.it • 4 Ottobre 2016

robotIl ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ci comunica che per il progetto dello Human Technopole milanese sono stati già spesi 130 milioni di euro. Il premier Renzi giustifica il decreto e le risorse per il polo scientifico milanese perchè esso manifesta una “disperata voglia di futuro e di progettare”. Facciamo i migliori auguri allo Human Technopole, anche se non ci stancheremo mai di segnalarne e denunciarne ambiguità, oscurità, opacità nella gestione e nella direzione del progetto complessivo, affidata come è noto ad una Fondazione, la IIT di Genova, che molte polemiche ha già suscitato, anche in sede parlamentare, grazie ai senatori a vita Cattaneo e Napolitano.

 

Vorremmo però sommessamente rammentare al premier e al ministro Martina che la “disperata voglia di futuro” è condivisa anche da quei giovani sardi che oggi rischiano di non poter restare nella loro terra perchè le loro università sono a rischio chiusura (come recita il documento del gruppo Pd in Consiglio regionale sardo). La “disperata voglia di futuro e di progettare” è condivisa da migliaia di giovani bravi e di talento, ricercatori, assegnisti,collaboratori che attendono lo sblocco delle risorse per programmare le loro ricerche in Italia e non essere costretti a migrare.  Mentre si annunciano, con Industria 4.0, risorse per 13 miliardi di euro da investire anche in progetti di innovazione e ricerca, e, ove davvero vi fossero, tutti naturalmente gestiti in modo piramidale e senza valorizzare le reti di ricerca e università del nostro Paese.

 

La “disperata voglia di futuro e di progettare” è condivisa anche da centinaia di migliaia di giovani usciti dalle scuole superiori, per i quali è impossibile iscriversi all’Università perchè i costi sono elevatissimi e non viene finanziato con le adeguate risorse il diritto allo studio. Ovvero, il diritto per tutti i ragazzi e le ragazze di ogni parte d’Italia di iscriversi all’Università, senza dover rinunciare per la scarsità di risorse familiari. Il diritto alla conoscenza è sancito dalla Costituzione e lo Stato deve eliminare tutte le barriere che ne impediscono la sua effettiva manifestazione.

 

Insomma, questa è l’Italia  delle ingiustizie e degli interessi particolari anche per quanto riguarda l’Università e la Ricerca: da una parte c’è chi è privilegiato in termini di risorse pubbliche e dall’altra c’è la stragrande maggioranza di chi soffre, quasi un’intera generazione di giovani, perchè le diseguaglianze del passato si sono accentuate profondamente con le scelte politiche di questo governo.

Fonte: FLC CGIL - Federazione Lavoratori della Conoscenza
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Vorrei solo far osservare una cosa: 130 MEuro = PRIN 2015 + 50%. ‘nough said.