Falsi Diplomi, nelle Scuole: licenziamenti a tappeto

lentepubblica.it • 11 Febbraio 2019

falsi-diplomi-scuole-licenziamentiUn gravissimo fatto di cronaca che, purtroppo, lede il mondo dell’Istruzione: la vicenda dei falsi diplomi nelle Scuole. Licenziamenti già avviati per chi si è fatto assumere con un titolo di studio falso.


La vicenda, nello specifico, partiva da Avellino, dove un compiacente sindacalista  forniva titoli di studio costruiti su misura grazie alla verosimile complicità di qualche istituto scolastico o di un centro di formazione professionale: soldi veri per un titolo valido (diploma di qualifica professionale, attestati “Eipass” e similari) per il cui conseguimento, però, non era stato necessario né frequentare le lezioni né sostenere esami.

 

«Voglio ringraziare chi sta seguendo le indagini e quindi la Procura di Cosenza, insieme ai carabinieri della Compagnia e ai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria. Aspettiamo di conoscere gli esiti delle indagini e, nel caso, gli adeguati provvedimenti. Però, quanto sto leggendo non può che suscitare preoccupazione»,

 

ha detto il Sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi.

 

Falsi Diplomi, nelle Scuole: licenziamenti già avviati

 

Già partiti i licenziamenti per circa 100 bidelli campani assunti con un diploma ATA falso.

 

Secondo quanto riportato da Il Mattino, tutti gli operatori aventi titoli non compatibili per esercitare la professione, provengono da una precisa area del Salernitano. Oltre al licenziamento nei confronti dei bidelli irregolari sarà operato anche il depennamento dalla graduatoria d’istituto e la segnalazione in Procura.

 

Ma non è un caso isolato.

 

Trentatré insegnanti di sostegno calabresi, 26 donne e 7 uomini, da mercoledì sono stati sospesi dal servizio e indagati dalla procura di Cosenza per falso in atto pubblico.

 

Falsi diplomi e Scuole: gli scenari

 

A parte il licenziamento, arriverà probabilmente anche una denuncia per dichiarazioni mendaci e presentazione di titoli falsi. D’altra parte, “è solo l’inizio” dichiarano dalla Procura di Napoli; insomma, i provvedimenti di questi giorni avrebbero colpito solo la “punta dell’iceberg”.

 

Gli inquirenti, addirittura, ipotizzano che ci sia un collegamento tra le indagini e il rogo che il 2 dicembre scorso ha incendiato i documenti relativi ai titoli negli uci del Provveditorato di Salerno. Inoltre, sempre in provincia di Salerno, almeno tre docenti sono stati trovati con un titolo di sostegno irregolare o comunque non conforme ai regolamenti.

 

Detto questo, le indagini della Guardia di Finanza che si stanno concentrando nelle regioni settentrionali si muovono ad ampio raggio: in via di approfondimento la legittimità degli incarichi assegnati da inizio anni ’90 in poi. L’ipotesi è che ci siano diverse irregolarità, talmente gravi che potrebbe essersi congurato il reato di trua ai danni dello Stato.

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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