Formazione per i professionisti dei Beni Culturali

lentepubblica.it • 15 Luglio 2021

formazione per i professionisti dei beni culturaliLa formazione professionale per coloro che intendono diventare professionisti nel settore dei beni culturali è molto specifica e richiede un impegno di diversi anni tra università e specializzazioni post-laurea.


Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. n.42/2004) contiene alcuni articoli che disciplinano le professioni dei beni culturali, risultato di una lunga riflessione portata avanti a livello europeo, confluita in particolare nell’art. 9bisProfessionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali – frutto di una modifica al Codice introdotta dalla Legge n.110 del 2014.

Il testo dell’articolo recita così: In conformità a quanto disposto dagli articoli 4 e 7 e fatte salve le competenze degli operatori delle professioni già regolamentate, gli interventi operativi di tutela, protezione e conservazione dei beni culturali nonché quelli relativi alla valorizzazione e alla fruizione dei beni stessi, di cui ai titoli I e II della parte seconda del presente codice, sono affidati alla responsabilità e all’attuazione, secondo le rispettive competenze, di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori di beni culturali e collaboratori restauratori di beni culturali, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte, in possesso di adeguata formazione ed esperienza professionale.

Professioni regolamentate e formazione regolamentata

L’articolo 9bis fa riferimento agli operatori delle professioni già regolamentate, ovvero i restauratori di beni culturali e i collaboratori restauratori di beni culturali, oggi definiti tecnici del restauro di beni culturali.
Queste categorie sono soggette ad una disciplina più rigida: si intende infatti per professione regolamentata un insieme di attività il cui esercizio è consentito solo a seguito di iscrizione in Ordini, Collegi o Albi, registri ed elenchi tenuti da amministrazioni o enti pubblici.

Le altre professioni, ad oggi non regolamentate, che si esercitano in maniera esclusiva sul patrimonio culturale sono:

  • archeologo
  • archivista
  • bibliotecario
  • antropologo e demoetnoantropologo
  • esperto di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali
  • storico dell’arte

Queste figure, che non possono esaurire il vasto panorama delle professioni collegate al comparto dei beni culturali, rientrano nella categoria della formazione regolamentata che, secondo le prescrizioni vigenti, è specificamente orientata all’esercizio di una determinata professione e consiste in un ciclo di studi completato, eventualmente, da una formazione, un tirocinio o una pratica professionale, secondo modalità stabilite dalla legge.

Archiviazione digitale Beni Culturali: la Digital Library e il Piano Nazionale.

I percorsi formativi dedicati alle professioni dei Beni Culturali

L’ordinamento vigente nel nostro paese prevede che alle professioni dei Beni Culturali si acceda esclusivamente a conclusione di specifici percorsi formativi; esaminiamoli in base ai diversi profili professionali, poiché sono le basi di partenza per lavorare nel settore.

Archeologo

  • Laurea triennale in Lettere o in Conservazione dei Beni Culturali e la Laurea Magistrale in Archeologia (LM-2) e, a seguire, Scuola di specializzazione post laurea di due anni o Dottorato di ricerca in Archeologia.

Archivista

  • Laurea magistrale in Beni Archivistici e librari, Conservazione di beni artistici e culturali o un titolo di laurea equipollente, dopo la quale è necessario conseguire il Diploma biennale presso una Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica.
    L’ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) organizza corsi di aggiornamento ed approfondimento.

Antropologo e Demoetnoantropologo

  • Laurea in Antropologia culturale ed Etnologia (LM-1) e Scuola di Specializzazione biennale post laurea o Dottorato di ricerca.

Bibliotecario

  • Laurea in Beni culturali archivistici e librari, Conservazione dei beni culturali (LM-11), Scienze del libro e del documento (LM-5) e, successivamente, Diploma della Scuola biennale di Specializzazione in Beni archivistici e librari.

Esperto di diagnostica e di scienze applicate ai beni culturali

  • Laurea magistrale in Scienze per la Conservazione dei Beni Culturali (LM-11) o in Conservazione e restauro dei beni culturali (LMR/02). Molti Atenei propongono anche Master di specializzazione o perfezionamento come il Master “Strumenti scientifici di supporto alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale dei beni culturali” istituito dall’Università Roma Tre.

Restauratore e tecnico del restauro

  • Laurea magistrale in Conservazione e Restauro (LMR – 02) per il restauratore, definita con apposito decreto nel 2011; i soggetti accreditati al rilascio del titolo da una apposita commissione sono finora 27 tra Università, Accademie di Belle Arti, Scuole di Alta Formazione del Mic e altri enti.
    L’esame finale di questi corsi ha valore di esame di stato abilitante.
  • Titolo di formazione professionale all’esito della frequentazione di un corso regionale accreditato della durata di tre anni per un totale di almeno 2700 ore per il tecnico del restauro.

Storico dell’arte

  • Laurea triennale in Lettere o in Conservazione dei Beni Culturali e la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte (LM-89), seguite da un diploma di Specializzazione triennale post laurea o da un Dottorato di ricerca in Storia dell’arte.

Dottorato nei concorsi pubblici: come funziona e quanto influisce.

5 1 vote
Article Rating
Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments