Gravidanza a Scuola e Covid: alcuni chiarimenti

lentepubblica.it • 1 Ottobre 2021

gravidanza-scuola-covidEcco alcune utili indicazioni per le lavoratrici della Scuola che si trovano di fronte all’emergenza Covid durante lo stato di gravidanza.


Sveliamo dunque alcuni utili indicazioni per una gravidanza a Scuola durante il Covid. E anche quali sono gli step previsti e le responsabilità per i soggetti coinvolti.

La pandemia da COVID-19 ha reso infatti necessaria una riorganizzazione dei percorsi assistenziali legati alla nascita. E alcune categorie in particolare hanno tutele particolari in pandemia.

Ricordiamo infatti che vige la “sorveglianza sanitaria eccezionaleper i lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante  da immunodepressione, anche da patologia COVID19, o da esiti di patologie  oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da morbilità  che possono caratterizzare un maggiore rischio.

Scopriamo invece cosa serve sapere nei casi di gravidanza a scuola in periodo di Covid.

Gravidanza a Scuola e Covid

Il rischio causato dall’attuale pandemia spinge infatti le Scuole ad attenzionare particolarmente  le disposizioni del D. Lgs. 151/01 e della L. 35/2012.

In particolare i Dirigenti sono tenuti ad integrare il documento di valutazione dei rischi con l’analisi e l’identificazione delle operazioni incompatibili, indicando, per ognuna di tali mansioni a rischio, le misure di prevenzione e protezione che intende adottare.

Qui di seguito, seguendo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, esponiamo una sintesi delle norme in materia di tutela della maternità.

In tal modo i professionisti sanitari e i datori di lavoro possano valutare insieme alle donne in gravidanza l’eventuale opportunità di:

  • una modifica delle loro condizioni lavorative,
  • un cambio di mansione
  • o dell’astensione dal lavoro.

Normativa attuale

Inoltre, il 22 settembre 2021, l’ISS ha aggiornato le indicazioni del documento originale con l’obiettivo di sostenere i professionisti sanitari e le donne in gravidanza e allattamento nel percorso decisionale durante la pandemia di COVID-19.

Il nuovo documento, in particolare, si sofferma sulla vaccinazione in gravidanza (argomento che tratteremo in maniera più approfondita in un prossimo articolo) ma pone la basi anche sulle procedure da attuare durante una gravidanza a Scuola in epoca Covid.

In base alla normativa vigente, il datore di lavoro procede:

  • in collaborazione con il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente, consultato il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, a identificare le mansioni/lavorazioni vietate per la gravidanza e/o l’allattamento;
  • integrare il documento di valutazione dei rischi con l’analisi e l’identificazione delle operazioni incompatibili, indicando, per ognuna di tali mansioni a rischio, le misure di prevenzione e protezione che intende adottare:
    • modifica delle condizioni di lavoro e/o dell’orario di lavoro;
    • spostamento della lavoratrice ad altra mansione non a rischio;
    • in caso di lavori pregiudizievoli che non prevedono possibilità di spostamento, il datore di lavoro informa la Direzione Territoriale del Lavoro. E richiede l’attivazione del procedimento di astensione dal lavoro. La DTL emette un provvedimento d’interdizione o diniego entro 7 giorni dalla ricezione della documentazione completa;
  • informare tutte le lavoratrici in età fertile dei risultati della valutazione e della necessità di segnalare lo stato di gravidanza non appena ne vengano a conoscenza.

Infine, relativamente alle mansioni/lavorazioni, la normativa nazionale vieta di adibire le donne

  • in stato di gravidanza
  • e fino al settimo mese dopo il parto

a lavorazioni in cui si fa uso di agenti fisici, chimici e biologici pericolosi e nocivi per la madre e il bambino.

Ulteriori raccomandazioni

Infine molte Scuole raccomandano alle donne che si trovano in stato di gravidanza di contattare il proprio Medico di Medicina Generale o il proprio ginecologo di fiducia e:

  • valutare lopportunità clinica di rimanere in  servizio
  • o se vi siano ragioni ostative per lo svolgimento delle proprie funzioni, tenendo  in debita considerazione anche le modalità di spostamento e i mezzi utilizzati nel percorso casalavoro.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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