Messa a disposizione (MAD): conosciamola meglio

lentepubblica.it • 2 Aprile 2019

messa-a-disposizione-madLa messa a disposizione nota con l’acronimo MAD, può essere utilizzata non solo dagli insegnanti, ma anche dal personale ATA, e consiste in un modello informale che deve essere spedito al dirigente scolastico dell’istituto per cui ci si rende disponibili per una supplenza nella scuola pubblica.


Sono numerosi i candidati che, soprattutto nel corso degli ultimi anni, tramite questa opportunità hanno ottenuto incarichi, non solo di breve durata.

Come si invia la MAD

La domanda di messa a disposizione può essere inoltrata con modalità differenti: o brevi manu o attraverso la posta elettronica certificata (PEC). In alternativa, è possibile utilizzare anche una raccomandata con ricevuta di ritorno o il fax. Quello che conta è che essa sia scritta in modo formale e che riporti al proprio interno i dati più significativi relativi al candidato, ovviamente con l’indicazione dei recapiti in modo tale che in caso di bisogno la scuola possa contattare il soggetto in modo agevole. Va ricordato che il modello non deve essere presentato nelle sedi distaccate o succursali dell’istituto, ma solo presso la sede in cui si trova il dirigente scolastico. Esso deve comprendere, oltre ai dati anagrafici, l’indicazione dei titoli che sono stati conseguiti e delle esperienze che sono state maturate a scuola (sempre che ce ne siano). Nel caso degli insegnanti, è opportuno specificare la classe di concorso, mentre è preferibile – anche se non obbligatorio – allegare un curriculum vitae, così che la domanda risulti più completa.

Come aumentare le probabilità di successo

Nel momento in cui si decide di spedire una domanda di messa a disposizione, è bene scegliere le scuole a cui ci si rivolge con la massima cura ed evitare una selezione casuale. Occorre, dunque, stabilire e rispettare criteri ben precisi per l’individuazione degli istituti, in funzione non solo delle preferenze soggettive, ma anche – per esempio – delle necessità di personale che ci potrebbero essere nelle varie sedi. La domanda dovrebbe essere inviata soprattutto nei periodi in cui la richiesta è più elevata: in occasione delle vacanze di Natale, prima dell’avvio dell’anno scolastico o prima che comincino i corsi di recupero in estate.

Inviare la MAD: i consigli da tenere a mente

Partendo dal presupposto che la MAD dovrebbe essere inviata al maggior numero possibile di istituti, è fondamentale per i docenti riportare tutte le esperienze di insegnamento che sono state affrontate, incluse quelle vissute in centri studi, senza dimenticare le ore di ripetizioni private: tutte le esperienze di lavoro, infatti, vengono valutate in modo positivo dai dirigenti scolastici che sono chiamati a operare una selezione.

Conoscere le classi di concorso

Alcune classi di concorso garantiscono probabilità di successo più elevate per il semplice motivo che ci sono meno candidati. Per esempio, la classe A-23 e la classe A-24, che si riferiscono rispettivamente alla lingua italiana per gli alloglotti (cioè i discenti di lingua straniera) e alle lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado. Anche le discipline scientifiche vedono un numero limitato di candidati, e di conseguenza chi vuol provare a ottenere una supplenza è facilitato: è il caso della classe di concorso A-20, che corrisponde alla fisica, o della classe di concorso A-26, che corrisponde alla matematica. Lo stesso discorso può essere esteso a matematica e fisica (classe di concorso A-27) e a matematica e scienze (classe di concorso A-28), senza dimenticare le scienze matematiche applicate, che rientrano nella classe di concorso A-47. Infine, vale la pena di tenere conto delle classi di concorso A-48 e A-49, che corrispondono alle scienze motorie e sportive per gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e per le scuole secondarie di primo grado.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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