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Mini concorsi interni nelle Scuole per scegliere i Docenti?

lentepubblica.it • 1 Luglio 2016

chiamata diretta docentiScuola: la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi, per prendere servizio, sarà limitata da un mini concorso; questa è la condizione inderogabile posta dai sindacati, per limitare la discrezionalità dei dirigenti scolastici nella scelta dei professori. Il mini concorso, nel dettaglio, cambierà in base al profilo del docente richiesto per ciascuno dei posti liberi in organico, che sarà delineato dalla scuola, indicando i titoli culturali e di servizio richiesti.

 

Gli insegnanti assegnati agli ambiti territoriali potrebbero quindi ottenere di partecipare a dei concorsi interni alle scuole, che valuterebbero i titoli e gli anni id insegnamento del docente. In questo modo si riuscirebbe a mitigare una situazione che fin da subito non è risultata chiara e ad evitare che la chiamata diretta diventi uno strumento di strapotere nelle mani del Preside dell’istituto.

 

La proposta è quella di creare dei concorsi per cercare di moderare la legge 107/2015 che prevede l’assunzione dei docenti mediantechiamata diretta dei Dirigenti scolastici.  Mediante i concorsi invece si prenderebbero in considerazioni dei criteri stabiliti, che sono:

 

 

  • titoli del docente;
  • curriculum del docente;
  • valutazione del professore mediante griglie di valutazione stabilite.

 

Attualmente per la chiamata dei Docenti vi sono due fasi, quella della proposta effettuata nei confronti dei docenti inseriti nell’ambito territoriale di riferimento e quella della eventualità della valutazione delle candidature come espresse dai docenti. Dunque la preferenza espressa dai docenti per una scuola specifica e le precedenze nell’assegnazione in una data scuola di cui alla legge 104 non sono elementi prioritari che possono determinare la scelta di uno specifico docente. E’ prevista la possibilità di utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché posseggano titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina e percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire e purché non siano disponibili nell’ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso.

 

Il mini concorso, invece, cambierà in base al profilo del docente richiesto per ciascuno dei posti liberi in organico, che sarà delineato dalla scuola, indicando i titoli culturali e di servizio richiesti. Pubblicato l’avviso, gli insegnanti potranno presentare la domanda di partecipazione al mini-concorso: il preside, poi, valuterà il curriculum dei singoli docenti, secondo una griglia di valutazione decisa non discrezionalmente, ma a livello nazionale. Questa procedura, che modifca la legge della Buona scuola, tuttavia, non è ancora definitiva e potrebbe essere ulteriormente cambiata.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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