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Le parole del Ministro Bussetti sul Sud: i dirigenti scolastici in rivolta

lentepubblica.it • 11 Febbraio 2019

ministro-bussetti-sud-dirigenti-scolasticiHanno fatto scalpore le parole, non lusignghiere del Ministro Bussetti sul Sud: l’associazione dei dirigenti scolastici ritiene le parole offensive e inaccettabili.


Il ministro Bussetti, nel corso di una visita presso le scuole di Afragola e Caivano, alla domanda di un cronista di un’emittente tv locale se servissero più fondi al Sud per recuperare il gap con le  scuole del Nord, ha risposto: “No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole”.

 

Ministro Bussetti e Sud: i dirigenti scolastici controbattono

 

Per l’ANP, Associazione Italiana dei Dirigenti Pubblici e Alta Professionalità della Scuola, risponde a tono alle dichiarazioni del ministro.

 

Che sia necessario impegnarsi in qualsiasi lavoro – ed in particolare in quello pubblico, pagato da tutti gli Italiani – noi dell’ANP lo abbiamo sempre creduto fermamente.

 

Così come crediamo, da persone di scuola, che il lavoro scolastico rivesta una importanza tutta particolare in quanto forgia il futuro della Nazione.

 

Se il Ministro dell’istruzione ritiene che, nel settore di cui egli è responsabile, qualcuno non si impegni a sufficienza, dispone di tutti gli strumenti per intervenire.

 

Quello che il Ministro – rappresentante del sistema scolastico nella sua interezza geografica – non può assolutamente fare è delegittimare il personale “del Sud”, utilizzando espressioni divisive che lasciano intendere che “nel Sud” non ci si impegna adeguatamente.

 

Forse il Ministro ignora che, in molte aree “del Sud”, le scuole sono l’unico avamposto dello Stato e che gli edifici scolastici (spesso malridotti, ma non certo per responsabilità di chi vi lavora) sono gli unici su cui sventola con orgoglio il tricolore. Quelle scuole – o meglio, tutte le persone che vi lavorano: dirigenti, docenti, ata – evitano ogni giorno che tanti ragazzi cadano preda della criminalità e consentono loro di coltivare la speranza di un avvenire onesto.

 

Delegittimarle significa screditare tutto questo ed è inaccettabile.

 

Costituisce invece preciso dovere del Ministro impegnarsi per migliorare il servizio a livello nazionale e rafforzare, nel contempo, la fiducia dei cittadini verso di esso.

 

Auspichiamo dunque che riesca a reperire le risorse economiche del caso e a dotare le scuole autonome di strumenti idonei per conseguire tale obiettivo.

 

Dal canto nostro, ci limitiamo a suggerire alcune proposte:

 

• reperire fondi per contrastare la fatiscenza di molti edifici scolastici
• incrementare i finanziamenti per il salario accessorio (MOF e bonus) destinato al personale, utilizzabile dai dirigenti quale leva gestionale per il miglioramento e non “a pioggia”
• rispristinare i finanziamenti per l’alternanza scuola-lavoro, in funzione di contrasto alla crescente disoccupazione giovanile, nelle scuole superiori che intendano organizzarla appieno
• consentire ai dirigenti di selezionare il personale supplente celermente, sulla base delle competenze possedute, abolendo il fallimentare sistema delle graduatorie
• ritirare le recenti istruzioni sul codice dei contratti, foriere solo di confusione e di complicazione.

 

L’ANP è favorevole ad un vero e deciso miglioramento dell’efficacia del sistema educativo, ma nel rispetto della dignità e dei ruoli di tutti i lavoratori che vi prestano servizio. Siamo contrari a qualsiasi delegittimazione delle scuole e del personale, da qualunque direzione provenga.

Fonte: ANP - Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alta Professionalità della Scuola
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