Quali sono le promesse mancate della politica sulla scuola e sui docenti?

lentepubblica.it • 3 Gennaio 2018

Gilda-bandiere2aLe promesse mancate della politica sulla scuola e sui docenti: ecco il catastrofico quadro sintetizzato dalla Gilda degli Insegnanti.


In attesa di quel contratto che doveva essere chiuso entro il 2017, dopo ben otto anni di vacanza contrattuale (dizione che, tradotta dal burocratese, significa che per tutti quegli anni i docenti sono stati costretti a vivere con lo stesso stipendio, mentre il costo della vita aumentava vertiginosamente e perciò difficilmente avrebbero potuto godersi la vacanza), abbiamo pensato di ripercorrere il cammino scivoloso delle promesse dei politici, di fronte alle quali quelle da marinaio risultano roba da dilettanti.

 

Vediamo dunque insieme, perché la conservazione della memoria è cosa buona e giusta, quanto era stato promesso per confrontarlo a cose fatte con la realtà effettuale e cerchiamo di capire, con l’ aiuto del Coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, quali di quelle assicurazioni non potevano che essere illusioni diffuse con piena consapevolezza da parte della politica che sarebbero state disattese.

 

1) Di Meglio, i giornali ci ricordano una lunga serie di promesse sul rinnovo contrattuale dei docenti, in attesa da otto anni. Promesse trionfanti che rimarranno tali. Quali di queste promesse erano già in partenza inapplicabili e quali avrebbero potuto essere mantenute se ci fosse stata una sincera disponibilità politica?

 

1) 7 Maggio 2017. Ministra Fedeli: Il rinnovo del contratto dei docenti va sottoscritto entro la fine del 2017.

 

Si tratta dell’unica promessa che poteva essere rispettata, anche se ormai i tempi sembrano molto ristretti perché al momento in cui scriviamo manca appena un mese alla fine dell’anno, festività comprese, e sicuramente per redigere un buon contratto non bastano pochi giorni. C’è inoltre da considerare che il contratto del comparto Scuola, Università, Afam e Ricerca è molto complesso perché ne comprende quattro in uno. Tutte le altre promesse (riportate nel riquadro in questa pagina n.d.r), che riguardano la triste condizione economica degli insegnanti italiani, erano enunciazioni puramente “politiche” in quanto il Governo, del quale fa parte la ministra Fedeli, non ha fatto corrispondere quegli impegni economici necessari alla loro realizzazione né presentato programmi per risalire la china.

 

2) Come si svolgono gli incontri tra Amministrazione e sindacati per discutere dei temi relativi al rinnovo? Quali elementi sono preponderanti nelle valutazioni?

 

Gli incontri per il rinnovo del contratto si svolgeranno all’Aran. Purtroppo in tutte le valutazioni l’argomento preponderante è quello economico. Faccio un esempio banale: se dovessimo richiedere al tavolo della contrattazione un giorno in più di permesso retribuito per i docenti, l’Aran ci risponderebbe subito facendo il conteggio del costo di quella giornata e lo sottrarrebbe dalle risorse già magre stanziate per l’aumento delle retribuzioni. Poi gli sforzi di migliorare le condizioni di lavoro nelle scuole sono spesso vanificati dai dirigenti scolastici che frequentemente non sono in grado o non vogliono rispettare le norme contrattuali. Potrei fare, a tal proposito, moltissimi esempi, ma mi limito a citare il piano annuale delle attività, che dovrebbe dare agli insegnanti la certezza dell’orario di lavoro, l’obbligo della forma scritta nell’assegnazione degli incarichi e l’obbligo di concludere la contrattazione d’istituto entro il primo mese di scuola. Non essendo previste sanzioni, registriamo purtroppo violazioni sistematiche e generalizzate del contratto che si possono risolvere soltanto nelle aule dei tribunali. Con la scusa dell’autonomia, l’Amministrazione scolastica centrale e periferica se ne lavano le mani.

 

3) Chi decide la modalità degli incontri e il calendario? Perché i sindacati non hanno premuto per accelerare i tempi?

 

Modalità e calendario degli incontri sono stabilite dall’Aran. Tutti i sindacati hanno fatto pressioni per accelerare i tempi, ma il vero responsabile del ritardo è il Governo perché, fino a quando le risorse non saranno disponibili con l’approvazione definitiva della Legge di Stabilità, non sarà possibile concludere alcun contratto.

 

Il comunicato completo è disponibile a questo link.

 

 

Fonte: Gilda degli Insegnanti
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