Riforma Classi di Concorso: vecchie regole erano migliori?

lentepubblica.it • 18 Novembre 2015

classi-di-concorso-01Nonostante lo scetticismo del Consiglio di Stato (“il regolamento potrebbe avere un impatto su posizioni di soggetti inseriti in precedenti graduatorie”), prosegue l’iter di approvazione delle nuove classi di concorso.

 

Bisogna fare in fretta perché il concorso è ormai alle porte e i posti devono essere banditi secondo le nuove norme, dice il Governo. Un’urgenza che secondo il Movimento Cinque Stelle non c’è affatto, ma che è strumentale all’approvazione di un documento goffo e pieno di lacune, di cui non sono convinti nemmeno i membri della maggioranza che proprio in questi giorni si appresta a licenziarlo. Su questo punto abbiamo sentito il parere del deputato Gianluca Vacca.

 

Vacca, non sarebbe meglio per tutti fare il concorso secondo le nuove regole?

 

“In realtà non c’è nessuna ratio per cui il concorso debba essere legato a questo nuovo regolamento, si può fare benissimo con le vecchie classi di concorso”.

 

E come la mettiamo con i licei venuti fuori dalla riforma Gelmini? Vi si insegnano materie nuove rispetto al passato…

 

“Per le nuove discipline inserite nell’offerta formativa dei nuovi licei musicale e coreutico basterebbe un  decreto ministeriale, lasciando a un momento successivo una revisione seria, che magari individuasse criteri diversi da quelli usati finora. Penso per esempio a un sistema basato sui crediti formativi, indipendente dai corsi di laurea”.

 

Perché non le vanno bene i corsi di laurea?

 

“Le faccio solo due esempi: secondo il nuovo regolamento potranno insegnare Scienze economiche e aziendali persone laureate in Scienze statistiche che non abbiano inserito nel loro piano di studi  nessun esame economico. Ma prendiamo anche Arte e disegno alle medie: potranno diventare titolari di cattedra laureati in  architettura senza crediti specifici sulla storia dell’arte, visto che il corso di laurea non mette questa disciplina tra le obbligatorie. Insomma, si tratta di un pasticcio senza precedenti, che genererà contenziosi a non finire. La stessa maggioranza esprimerà un parere positivo ponendo però decine e decine di condizioni”.

 

Questo vuol dire che saranno applicati dei correttivi in un secondo momento?

 

“Purtroppo non è detto, perché queste condizioni non sono vincolanti”.

 

Per il Consiglio di Stato “il regolamento potrebbe avere un impatto su posizioni di soggetti inseriti in precedenti graduatorie”. Ciò secondo lei vuol dire che la nuova classificazione delle cdc potrebbe nuocere agli abilitati o ai titolari di cattedra secondo le vecchie regole?

 

“Noi sosteniamo che potrebbe portare delle conseguenze ai vecchi abilitati, nonostante il Governo abbia risposto che questo non avverrà. La nostra domanda allora è: che cosa avverrà con la mobilità? Prendiamo per esempio gli abilitati A052 (latino e greco al liceo classico) e A051 (italiano e latino nei licei). Oggi gli abilitati nella A051 sono titolari di cattedra anche al liceo classico, ma il nuovo regolamento prevede che il classico resti baluardo della A052. Dunque ci chiediamo: un vecchio abilitato A051 che chiedesse il trasferimento in un altro liceo classico potrà essere accontentato o entreranno in gioco anche per lui le nuove regole? Il posto lasciato eventualmente libero da lui sarà a disposizione di un vecchio abilitato A051 o andrà necessariamente assegnato a personale A052”.

 

Se ho ben capito il problema potrebbe riguardare, quindi, non solo i precari ma anche il personale a tempo indeterminato?

 

“Noi pensiamo di sì, non è affatto chiaro quale regolamento sarà applicato nel caso dei trasferimenti. Sul testo c’è una nota a proposito degli abilitati in A051 secondo cui potranno insegnare al liceo classico ‘fino a esaurimento’, ma non ne è affatto chiara l’interpretazione. ‘Esaurimento’ significa ‘trasferimento’? ‘Pensionamento’?”.

 

Pensa che ci saranno delle audizioni in Commissione Cultura per suggerire modifiche?

 

“Assolutamente no, non ci saranno audizioni, e anche questo è discutibile, tanto più che la legge obbligherebbe addirittura, in questi casi, alla consultazione con i portatori di interesse, cioè le associazioni dei docenti e i sindacati. Il Miur stesso ha ammesso di non avere audito nessuno, una cosa grave, di cui tutti si sono lamentati. Abbiamo ottenuto di poter leggere le memorie scritte che sono state depositate alla Camera e ne sono venute fuori criticità assolute. Insomma, il Governo si appresta ad approvare un documento che fa acqua da tutte le parti, mentre farebbe bene a mettere da parte la sua ostinazione prevedendo una tempistica più distesa, che lasciasse spazio a proposte diverse e a un confronto vero tra le parti”.

Fonte: Orizzonte Scuola (www.orizzontescuola.it) - articolo di Eleonora Fortunato
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