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Invasione di Cinghiali sull’Appennino: il piano di contrasto della Coldiretti

lentepubblica.it • 8 Novembre 2019

invasione-cinghiali-appenninoProtesta organizzata da Coldiretti a Montecitorio per richiamare l’attenzione sul problema dei cinghiali che devastano i campi: in piazza pure un pentolone gigante di polenta e di spezzatino di cinghiale.


Invasione di Cinghiali sull’Appennino: salgono a due milioni i cinghiali in Italia. Questo è quanto ha stimato la Coldiretti.

Che si è esibita in una singolare protesta di fronte al Parlamento: per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità del problema gli agricoltori della Coldiretti hanno provocatoriamente portato in piazza Montecitorio un pentolone gigante di polenta e di spezzatino di cinghiale, oltre a cartelli con le foto degli incidenti provocati sulle strade e dei danni nelle campagne.

Invasione di Cinghiali sull’Appennino: il piano di contrasto della Coldiretti

Secondo i dati presentati dalla Coldiretti, nelle città e nelle campagne i cinghiali causano ogni anno danni stimati in almeno 200 milioni alle colture.

Ma non solo.

A preoccupare sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie e soprattutto gli incidenti stradali in grande aumento.

Ai rappresentanti del Governo e del Parlamento di tutti gli schieramenti presenti il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, ha illustrato un pacchetto di misure. Da tradurre in un emendamento alla legge di Bilancio finalizzato a semplificare le norme. Con nuove regole che consentano alle regioni di mettere a punto piani per il contenimento dei cinghiali e della fauna selvatica.

La norma che assegna la competenza alle Regioni è fondamentale per dare certezze alle imprese agricole e garantire il futuro agli agricoltori. Si deve andare oltre alla caccia per dare risposte strutturali che consentano di ripristinare l’equilibrio ambientale. Un equilibrio che risulta visibilmente compromesso. Gli interventi si devono attuare anche con l’intervento di personale specializzato.

“Apprezziamo gli impegni assunti dai parlamentari di tutti gli schieramenti nel sottolineare pero’ che se le commissioni parlamentari, dall’Agricoltura all’ambiente e alle Finanze, non voteranno il provvedimento torneremo in piazza ma questa volta – ha concluso Prandini – non in modo così pacifico perché “siamo esasperati”.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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