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Certificazione unica: entro quando è possibile inviarla per evitare le sanzione?

lentepubblica.it • 12 Marzo 2015

In caso di mancata trasmissione della Certificazione unica nei termini, entro quando è possibile inviarla per evitare le sanzione? Posso avvalermi del ravvedimento operoso?

Sandro Carneri

 

Il termine di trasmissione all’Agenzia delle Entrate della Certificazione unica era fissato, per quest’anno, al 9 marzo, in quanto la scadenza ordinaria del 7 cadeva di sabato. In caso di certificazione omessa, tardiva o errata, è prevista una sanzione di 100 euro; la stessa non si applica in caso di correzione di una comunicazione (inviata tempestivamente) entro cinque giorni dalla scadenza ordinaria del 7 marzo, cioè entro il 12 marzo. È comunque obbligatorio trasmettere la certificazione anche dopo questa scadenza, ma non è possibile avvalersi del ravvedimento: infatti, la tempistica per l’invio delle Certificazioni uniche e il loro utilizzo per l’elaborazione delle dichiarazioni precompilate non sono compatibili con i tempi normativamente previsti dall’istituto del ravvedimento operoso (circolare 6/E del 2015).

Se all’interno di una fornitura (file) validamente acquisita dal sistema ci si accorge che vi sono una o più certificazioni sbagliate, è sufficiente procedere con la correzione delle sole singole Certificazioni uniche errate, non essendo necessario reinviare l’intero file. Per comunicare la correzione si deve inviare una Certificazione unica sostitutiva con la quale si sostituisce la comunicazione già inviata e acquisita dal sistema telematico. Non è possibile integrare o eliminare direttamente i dati di una certificazione errata, ma si deve procedere all’inoltro di una nuova fornitura riservata esclusivamente alle sole certificazioni da annullare o sostituire.

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Gianfranco Mingione

 

 

 

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