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Guida completa per il contribuente sulle ultime scadenze fiscali di fine anno

lentepubblica.it • 18 Dicembre 2014

Non solo TASI e IMU: il mese di dicembre prevede un ingorgo di circa 200 scadenze fiscali, la metà delle quali interessano le PMI artigiane e commerciali nonché i professionisti. Oltre al saldo delle tasse sulla casa (dopo il 16 dicembre, si può ricorrere al ravvedimento operoso), c’è ad esempio l’acconto IVA 2015 e le eventuali dichiarazioni dei redditi tardive (UNICO, IRAP). A fare il punto, è la la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, che contano 84 adempimenti per le società di capitali, 66 per dipendenti e pensionati, 62 per le società di persone, 53 per gli enti non commerciali, senza contare i vari tributi comunali e i contributi previdenziali.Vediamo dunque un breve calendario delle scadenze fiscali di fine anno.

 

IMU e TASI oltre scadenza

Per chi non avesse versato il saldo IMU e TASI entro martedì 16 dicembre, c’è tempo per rimediare ricorrendo al ravvedimento operoso: fino a 14 giorni di ritardo (quindi per tutto il 2014) si paga una sanzione dello 0,2% al giorno, a cui aggiungere gli interessi al tasso dell’1%. Dal 15esimo al 30esimo giorno (quindi entro il 15 gennaio) si può ricorrere al ravvedimento breve con una sanzione del 3% più interessi. Chi versa IMU e TASI in ritardo, deve ricordarsi, in sede di compilazione del modello F24 o dell’apposito bollettino postale, di barrare la casella “Ravv”. Ricordiamo che la Legge di Stabilità in corso di approvazione ha previsto per il 2015 ulteriori possibilità per questo strumento di pagamento.

 

Acconto IVA

Entro il 29 dicembre devono versare l’acconto IVA imprenditori, artigiani e commercianti, professionisti, autonomi, società di persone, società semplici, Snc (società in nome collettivo), Sas (società in accomandita semplice), studi associati, società di capitali ed enti commerciali, Spa (società per azioni), Srl (società a responsabilità limitata), società cooperative, Sapa (società in accomandita per azioni), enti pubblici e privati diversi dalle società, banche, SIM (società di intermediazione mobiliare), intermediari finanziari e fiduciarie.

Sia che effettuino la liquidazione IVA mensilmente o trimestralmente, imprenditori, professionisti e artigiani che effettuano il calcolo con metodo previsionale verseranno l’88% dell’anno precedente. In alternativa, si può utilizzare il metodo storico pagando in base alle operazioni effettuate entro il 20 dicembre 2014. I ritardatari, avranno poi 30 giorni per sanare la propria posizione, pagando una maggiorazione del 2,5% oltre agli interessi legali. L’acconto IVA si paga con modello F24, esclusivamente in modalità telematica. Codici tributo:

  • 6013: acconto IVA mensile,
  • 6035: acconto IVA.

 

Dichiarazioni tardive

Sempre il 29 dicembre è la scadenza per i ritardi relativi a IRPEF, IRES, IRAP. Si possono presentare per le dichiarazioni tardive di UNICO (persone fisiche, società di persone, società di capitali, enti non commerciali) e dell’IRAP, regolarizzando la propria posizione con ravvedimento.

 

Altre scadenze

Entro il 31 dicembre i soggetti passivi IVA che hanno effettuato operazioni con paesiblack list devono effettuare la relativa comunicazione relativa alle transazioni di importo superiore ai 500 euro del mese di novembre. L’ultimo giorno dell’anno vede una notevole concentrazione anche di altre scadenze fiscali: imposta di registro per i contratti di locazione stipulati entro il 31 dicembre 2014, imposta di bollo per i soggetti autorizzati al versamento virtuale, imposta sulle assicurazioni (premi incassati nel novembre 2014 ed eventuali conguagli ottobre 2014).

E’ anche il termine ultimo per convocare l’assemblea per lo scioglimento delle società previsto entro il 2014, con verbale da depositare al Registro delle Imprese entro il 30 gennaio 2015.

 

Reazioni

Un «vero ingorgo di scadenze fiscali», sottolineano i Consulenti del Lavoro, con «un groviglio di regole e adempimenti», caratterizzate da «procedure complicate, farraginose».  Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, sottolinea che questa pioggia di scadenze rischia di «mettere in seria difficoltà molte famiglie e altrettante piccole imprese a causa della cronica mancanza di liquidità» in «un periodo, quello di fine d’anno, molto delicato soprattutto per le aziende» che, oltre all’impegno con il fisco, devono corrispondere le tredicesime ai dipendenti. Il tutto, in un paese con pressione fiscale al 43,3%, «un livello tra i più elevati d’Europa». 

 

 

 

FONTE: PMI (www.pmi.it)

AUTORE: Barbara Weisz

 

 

 

tasse scadenza

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