Aumentano le tasse ambientali, ma solo l’1% è destinato alla sicurezza del territorio

lentepubblica.it • 8 Maggio 2014

“In Italia aumentano le tasse ambientali, passando dai 22 miliardi e 353 milioni di euro del 1990 ai
quasi 44 miliardi del 2011. Eppure solo l’1% viene destinato alla sicurezza del territorio”. Sono solo
alcuni dei dati della ricerca effettuata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati Istat.
“I numeri sono significativi – sottolinea la Cgia –: dal 1990 al 1992 neanche un centesimo di euro
dei fondi provenienti dalle tasse ambientali è stato destinato alla sicurezza del territorio.
Sostenere che queste sciagure (solo nel 2013 Sardegna, Marche, Abruzzo, Toscana) accadono anche
perché non ci sono le risorse finanziarie disponibili per la tutela e la manutenzione del nostro territorio
risulta difficile – ha affermato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – soprattutto
a fronte dei 43,881 miliardi di euro che vengono incassati ogni anno dallo Stato e dagli enti locali
dall’applicazione delle imposte ambientali, di cui il 99% finisce per coprire altre voci di spesa. I soldi ci
sono, peccato che ormai da quasi un ventennio vengano utilizzati per fare altre cose”. Dallo studio
della Cgia emerge un elenco infinito di imposte “ambientali” che gravano su imprese e cittadini.
Ma quanto denunciato dalla Cgia – e sacrosantamente vero – non è neanche tutto. Per la difesa idrogeologica,
la proprietà edilizia versa – da sola – più di 210 milioni all’anno ai Consorzi di bonifica
che, anche solo poco tempo fa, hanno chiesto allo Stato miliardi, sempre per la difesa idrogeologica.
Il Governo, intanto è impegnato a raschiare il fondo del paiolo, ma non presta alcuna attenzione alle
denunce della Confedilizia contro un sistema infinito di rivoli di spesa che tiene in piedi un sistema
bypartisan (per questo lo tengono in piedi) che non funziona – come si vede ad ogni alluvione –, dispersivo
e di continuo spreco (anche per costose manifestazioni varie, autoreferenziali).
Può mai redimersi un’Italia come questa?

FONTE: Confedilizia

AUTORE: Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia

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