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Edilizia, la nuova burocrazia rischia di alimentare l’abbandono di inerti?

lentepubblica.it • 28 Agosto 2017

edilizia burocrazia abbandono inertiArriva l’ennesima batosta per il settore dell’edilizia, già profondamente toccato dalla crisi di questi ultimi anni. Il recentissimo decreto del ministero dell’Ambiente su terre e rocce da scavo impone, infatti, nuovi pesanti adempimenti, oltre a quelli già presenti attualmente.


Prima di poter iniziare qualsiasi lavoro di scavo, dal 22 agosto scorso le imprese edili devono  dare un preavviso di almeno 15 giorni al Comune dove è ubicato il cantiere e all’Arpav. Indipendentemente dalle dimensioni del singolo scavo. Insomma, che un’edile stia lavorando su una grande opera o alla realizzazione di un semplice muretto di recinzione gli adempimenti sono gli stessi.

 

Michele Furlan, Presidente del Comparto Casa della CGIA, afferma: ” E’ l’ennesima occasione persa da parte del Ministero. Un decreto che aveva lo scopo di semplificare e rendere meno onerosi gli adempimenti burocratici per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo andrà a sortire l’effetto opposto: più burocrazia e maggior costi per le imprese edili. È paradossale inoltre dover dare un preavviso di 15 giorni, quando molti lavori, soprattutto quelli riguardanti i piccoli cantieri, hanno tempistiche molto più ristrette richieste dalla committenza.

 

Il rischio di questa novità è quello di favorire fenomeni di abusivismo – conclude il Presidente Furlan – alla faccia di tutte quelle aziende che operano nella legalità e che hanno tenuto duro in questi anni”.

 

Continua ancora la CGIA: oltre al preavviso al Comune e all’Arpav saranno inevitabili i costi aggiuntivi per preparare la documentazione e soprattutto per le analisi da effettuare sui terreni al fine di poter riutilizzare gli stessi come sottoprodotto e non come rifiuto.  In caso di controlli, inoltre, le imprese edili dovranno pagare le analisi dell’Arpav anche nel caso queste ultime avranno esito negativo.

 

La CGIA da ultimo, analizza i dati, non certo confortanti, del settore dell’edilizia in provincia di Venezia: negli ultimi otto anni si sono perse il 15,5% delle imprese passando dalle 12.401 del 2009 alle attuali 10.483.

 

In allegato lo studio completo della CGIA Mestre.

 

Fonte: CGIA Mestre
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