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Gli effetti deleteri della pesca nei fondali marittimi

lentepubblica.it • 16 Dicembre 2014

Si riunisce a Bruxelles il Consiglio dei ministri della pesca Ue: vogliamo ricordare che è nostro dovere proteggere il mare e garantire il recupero degli stock ittici.

I ministri dei Paesi membri devono decidere le quote di pesca per gli stock ittici dell’Atlantico e del Mare del Nord, per il 2015, e nel farlo devono tener conto della nuova normativa europea sulla pesca, in vigore dai primi mesi del 2014, che richiede ai Paesi comunitari di fermare la pesca eccessiva (a partire proprio dal prossimo anno) e promuovere il passaggio a sistemi di pesca sostenibili e meno impattanti per l’ambiente.

Per questo alcuni attivisti hanno appeso davanti alla sede del Consiglio uno striscione rappresentante il mondo sottomarino privo di vita, composto da centinaia di foto di persone che protestano contro la pesca eccesiva.

La fauna acquatica ha possibilità di recupero solo se le quote di pesca vengono fissate in base alle raccomandazioni scientifiche: per garantire un futuro alla pesca e alle comunità che da essa dipendono, c’è bisogno di azioni concrete a favore dei pescatori che operano con un basso impatto sull’ambiente.

La flotta di pesca dell’Unione Europea è cresciuta a un livello insostenibile e usa troppi sistemi di pesca distruttivi. Nel frattempo i piccoli pescatori artigianali sono costretti a lasciare il lavoro perché i governi hanno deciso di mettere le quote di pesca nelle mani sbagliate, favorendo i grandi pescherecci industriali che impoveriscono e distruggono i nostri mari!

 

 

FONTE: Greenpeace Italia

 

 

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