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Maltempo e alluvioni: lettera aperta a Renzi e ai presidenti delle Regioni

lentepubblica.it • 28 Novembre 2016

dissestoI presidenti delle associazioni della coalizione People4soil hanno scritto al presidente del Consiglio e ai presidenti delle Regioni Italiane per chiedere una maggiore tutela del suolo per evitare ulteriori danni causati da frane e alluvioni. Ecco il testo:

 

 

 


 

 

 

Roma, 24 novembre 2016

 

Lettera aperta

 

 

 

al Presidente del Consiglio

 

ai Presidenti delle Regioni italiane

 

 

 

OGGETTO: prevenzione e gestione del rischio alluvionale: l’uso sostenibile del suolo come difesa

 

Illustri Presidenti,

 

ancora una volta il maltempo investe il nostro Paese e presto si conteranno i danni di fenomeni meteorologici particolarmente intensi: si tratta di una ricorrenza stagionale, ma di certo il cambiamento climatico incide sulla intensità e sulla frequenza con cui tali eventi si ripropongono. Comunque sia, il nostro Paese si riscopre vulnerabile a eventi che possono assumere il carattere di calamità naturali, ma i cui effetti per le nostre comunità sono legati all’efficacia con cui il territorio ha affrontato fino ad oggi le scelte di realizzazione e localizzazione di infrastrutture e insediamenti. E purtroppo i dati di ISPRA recentemente pubblicati confermano la nostra vulnerabilità agli eventi atmosferici estremi: sul totale di suolo consumato in Italia, l’11,7% ricade all’interno di aree classificate a pericolosità da frana, il 16,2% in aree a pericolosità idraulica: in pratica quasi un quarto delle aree urbanizzate ricade in aree vulnerabili al rischio idrogeologico. Rispetto alle superfici classificate a rischio, il 6% (oltre 70.000 ettari) delle aree a pericolosità da frana elevata o molto elevata, e il 10,5% (oltre 255.000 ettari) delle aree a pericolosità idraulica con tempo di ritorno tra 100 e 200 anni è occupato da superfici artificiali realizzate fino al 2015, con incidenze particolarmente accentuate nelle regioni alpine e soprattutto appenniniche, dal Piemonte alla Liguria all’Umbria e alla Calabria.

 

Alla luce di questo quadro, oltre che delle notizie di cronaca, è evidente che nel nostro Paese la sicurezza idrogeologica, oltre che sismica, è la grande azione infrastrutturale di carattere strategico, da collocare al primo posto nelle priorità di spesa oltre che delle politiche territoriali: una grande stagione di investimenti, pubblici e privati, per la sicurezza del territorio è la migliore risposta alla crisi economica; ciò significa delocalizzare gli insediamenti in aree a rischio, promuovere la gestione agroforestale dei versanti, ripristinare le aree di divagazione fluviale e torrentizia. Ma significa anche introdurre politiche e regole chiare per impedire la ulteriore crescita del consumo di suolo e contrastare l’abbandono delle aree rurali, in quanto ormai è chiaro a tutti che l’artificializzazione del territorio aumenta l’impatto dei fenomeni meteorologici estremi e con essa l’inevitabile contabilità dei danni alle strutture e alle persone: l’uso appropriato del suolo è la miglior prevenzione e difesa dai rischi naturali.

 

Le nostre organizzazioni hanno molto chiara questa visione: per questo ci siamo alleati nella task force #salvailsuolo, impegnata per richiedere, attraverso una petizione europea (www.salvailsuolo.it), norme comuni per la difesa del suolo, la principale risorsa naturale di cui disponiamo. Ma crediamo che in questo momento, sotto l’incalzare di chiari segnali di destabilizzazione del clima e alla luce della insostenibile crescita di costi comportati da eventi naturali estremi, sia necessaria una vera strategia per l’adattamento al cambiamento climatico e la sicurezza dei nostri territori, da porre in primo piano nelle previsioni di spesa infrastrutturale e di incentivazione, a livello tanto delle Regioni quanto dello Stato centrale.

 

 

 

Cordiali saluti,

 

 

Rossella Muroni

 

Presidente nazionale Legambiente

 

per la coalizione #salvailsuolo con ACLI – Coldiretti – FAI Fondo Ambiente Italiano – INU Istituto Nazionale di Urbanistica – LIPU – Slow Food – WWF Italia

 

Fonte: Legambiente
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