Covid: per Massimo Cacciari gli Statali devono pagare la crisi. Ecco perché si sbaglia

lentepubblica.it • 9 Novembre 2020

covid-massimo-cacciari-statali-crisiMassimo Cacciari si è espresso in modo molto chiaro: a pagare la crisi causata dal Covid devono essere anche lo Stato, la Pubblica Amministrazione e gli Statali.


Ma avrà ragione? Oppure si sbaglia?

Covid: per Massimo Cacciari gli Statali devono pagare la crisi

Questo l’intervento che il filosofo ha fatto alla trasmissione di La7, Piazzapulita:

La strategia è cercare di tenere la gente a casa, passando per la linea di minore resistenza. Cerchiamo di tenere aperte fabbriche e industrie, chiudiamo bar e ristoranti: è del tutto ‘casual’. Sono interventi privi di logicità, è palese la contraddittorietà di tre quarti di questi provvedimenti“.

Se vogliamo evitare catastrofi sociali, ci devono essere provvedimenti di aiuto e di sostegno alle categorie più colpite che sono la metà di questo paese. Servono interventi precisi e rapidi, altrimenti il paese scoppia“, afferma.

E sui Dipendenti Statali lancia la bomba:

Voglio dire ai miei colleghi dello stato e del parastato, prima o dopo arriveranno a voi, per forza. E io spero che ci arrivino presto, perché è intollerabile che questa crisi la paghi metà della popolazione italiana.”

Qui di seguito potete vedere il video con l’intervista a Massimo Cacciari.

Perché Massimo Cacciari si sbaglia?

Senza dubbio è un discorso estremamente complesso quello aperto da Massimo Cacciari.

Ma va precisato che, in un momento di crisi come quello che ci sta colpendo attualmente, ha ancora senso fare il tiro al bersaglio contro il “settore pubblico“?

Certo, lo stereotipo del Pubblico Dipendente che sta in ufficio a fare il solitario invece di lavorare è duro a morire.

Va però ricordato che, questo momento di crisi attuale, è figlio anche dei numerosi tagli che il Pubblico in Italia ha subito a danno del Privato.

Basti pensare, ad esempio, alla Sanità: ricordiamo che le Regioni del Sud, che tanto si stanno lamentando per la classificazione in zona rossa o arancione, sono quelle che hanno una Sanità meno efficace rispetto al resto d’Italia.

Sanità Pubblica tagliata a danno di quella privata.

Si pensi alla Scuola Pubblica: vessata continuamente a vantaggio delle scuole private e delle scuole paritarie.

Ma occorre parlare anche di tutta la Pubblica Amministrazione in generale: l’inefficacia e l’efentiasi della Pubblica Amministrazione italiana, sempre decantata dagli intellettuali che privatizzerebbero tutto, non è anche figlia del disinteresse generale nei suoi confronti?

Mentre, da sempre, è il privato in Italia ad avere il plauso generale da buona parte di alcuni intellettuali ed alcuni politici?

Ecco la risposta a Massimo Cacciari può essere la seguente: non serve porre un ulteriore scarpone sulla gola dei dipendenti pubblici e della Pubblica Amministrazione.

Anche perche penalizzare il lavoratore, il dipendente (cioè l’ultima ruota del carro) e le sue tasche di certo non migliorerà le sue prestazioni lavorative.

Serve aumentare l’efficacia e l’efficienza della Pubblica Amministrazione, migliorando la trasparenza nelle assunzioni e vigilando attentamente per evitare infiltrazioni mafiose, corruzione e nepotismi vari.

Questa è la ricetta: penalizzare la PA e chi ci lavora, probabilmente, non è la soluzione migliore da adottare.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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Maria
Maria
10 Novembre 2020 9:26

E se noi statali (e pensionati) non potessimo pagare quello che in effetti paghiamo alla società, acquistando servizi e beni di vario genere, ora più che mai, visto che è necessario collaborare, come si manterrebbe questo tessuto sociale? Senza accumulare e senza evadere un euro. Teniamo viva una economia, che deve necessariamente riprendersi, aiutando una rete fatta di operatori diversi, ma siamo tutti interconnessi, che a qualcuno piaccia o no. E non faccio il discorso abusato del pagare regolarmente le tasse, perchè lo do per scontato. Dottor Cacciari, rifletta, cortesemente, prima di parlare per luoghi comuni datati e senza fondamento… Leggi il resto »

ASUNTA CIPOLLA
ASUNTA CIPOLLA
Reply to  Maria
12 Novembre 2020 19:25

Questo cialtrone che ha vissuto una vita facendo un c…..o, adesso vuole punire gli statali che aspettano un contratto da decenni!!!!!!! METTETEGLI LA CAMICIA DI FORZA.

Dario
Dario
11 Novembre 2020 10:48

Parole sante! Di Cacciari!

Lorena Micali
Lorena Micali
12 Novembre 2020 7:42

Ancora si continua contro il dipendente pubblico!!!Ma qualcuno si chiede cosa si deve fare per diventare dipendente pubblico? I sacrifici infiniti,i concorsi,le sedi non scelte,ed inoltre una volta per tutte i dipendenti pubblici sono gli unici che pagano sempre regolarmente tutte le tasse!!!!I privati fanno quello che vogliono,lo sanno pure i bambini,lo Stato ha un’entrata sicura dai dipendenti pubblici,vogliamo finirla con le storielle fritte e rifritte?Nessun dipendente pubblico si è mai arricchito e per quanto riguarda i fannulloni o i disonesti ci sono ovunque da sempre!!!!

Luca
Luca
12 Novembre 2020 7:56

Ho sempre lavorato, non ho fatto neanche un solo giorno di lavoro agile, sempre in presenza, non vedo perché dovrei essere penalizzato. Se mi lasciassero a casa a non lavorare, come chi è in cassa integrazione, ok, mi starebbe bene la stessa riduzione. O forse si vuole che continui a lavorare e prenda meno di quello che prendo ora? Con 32 anni di anzianità e la responsabilità di un servizio, prendo il fantasmagorico stipendio di 1500 euro netti al mese. Capisco che per Cacciari l’Italia sia in crisi per gentaglia come me!

Massimo Bastianelli
12 Novembre 2020 8:27

Cacciari e altri non si rendono conto che sputano sul piatto dove mangiano, senza il pubblico, cioè lo stato che da soldi anche alle università private lui ed altri sarebbero a piangere di avere un posto, e siccome che dipendono tutti dal pubblico, sono tutti dipendenti pubblici con l’unica differenza che loro al pubblico non rendono conto e magari portano i soldi pubblici all’estero

Rita
Rita
12 Novembre 2020 8:33

Mi dispiace vedere che secondo alcuni la soluzione alla crisi sarebbe ridurre alla fame tutti. Magari il Sig. Cacciari vive con più di 1200 euro al mese per cui dimezzare il suo stipendio non comporterebbe grandi problemi? Io non sono una statale. Sono una comunale e il mio stipendio netto di tutte le tasse mi permette a malapena di provvedere alle necessità di una famiglia di 4 persone. Con meno non potrei pagare il mutuo e perderei anche la casa. Non ho risparmi (se ne sono andati durante il primo lockdown per pagare internet, computer e fare la spesa che,… Leggi il resto »

Anronino
Anronino
12 Novembre 2020 8:42

Sicuramente oggi è facile per il signor cacciari sparare sul mucchio e colpire settore tutti i dipendenti del pubblico impiego. Che sia il primo lui a mettersi la mano sulla coscienza, e lavorare per il bene comune. F. To Antonino Siracusa

Nina
Nina
12 Novembre 2020 9:03

Sempre contro il dipendente pubblico che lavora per gli interessi della collettività, che se lavora nei Comuni guadagna mensilmente meno del dipendente privato, un’italiano/a come la maggior parte di noi che tira la cinghia per far fronte al caro vita e che paga le tasse ed il mutuo. Si è vero ci sono dei vantaggi, ma ogni lavoro ha vantaggi e svantaggi. Piantatela di mettere in cattiva luce il dipendente pubblico che ha fatto mille sacrifici e concorsi per avere un lavoro pur sapendo di essere considerato un fannullone, ma con dignità lavora tutti i giorni per far avere a… Leggi il resto »

ANTONINO DE GRAZIA
ANTONINO DE GRAZIA
12 Novembre 2020 9:21

Ma cosa dobbiamo pagare? Forse Formigli e Cacciari si scordano che nel pubblico ci sono lavoratori che non arrivano a 1.000 euro al mese. Io sono un lavoratore part-time comunale (stipendio da 1.000,00 Euro), Formigli: “culo al caldo?”, vergogna, si paga tutto, dalle mammografie alla più semplice visita medica. Moglie casalinga, abbiamo cresciuto due figli, una laureata l’altro ancora studente universitario, ci sono stati mesi nei quali questo misero stipendio non copriva neanche le tasse universitarie, ma con sacrificio e senso della famiglia ce l’abbiamo fatta. Nel mio paese c’è chi percepisce il reddito di cittadinanza (500 a capo) con… Leggi il resto »

Paolo
Paolo
12 Novembre 2020 13:46

Leggendo questo articolo viene da ridere e si capisce che l italia è un paese fallito da tempo e senza speranza.

Aureliano
Aureliano
12 Novembre 2020 14:06

E dire che stimavo Cacciari ma ultimamente, forse per l’età, comincia a perdere colpi e a dire stupidaggini. Ho lavorato per 38 anni nell’amministrazione della Giustizia anche con mansioni di responsabilità. Sono uscito con una pensione sufficiente a vivere senza affanno ma mi sono beccato l’esaurimento nervoso e il diabete per la tensione nervosa a cui ero giornalmente sottoposto. Piantatela di parlare male degli statali. Sono quelli che portano lo stato sulle spalle.

Piergino Pedrocco
Piergino Pedrocco
12 Novembre 2020 15:40

La misura con cui noi dipendenti pubblici dobbiamo concorrere alle spese pubbliche e’ scritta nell’art. 53 della nostra Costituzione (quindi, in ragione della nostra capacita’ contributiva, secondo criteri di progressivita’, cosi’ come per i privati). Il problema di quali redditi integrare, ed in che misura, e’ squisitamente politico, e, come tutti i problemi politici, puo’ essere affrontato in maniera razionale o ideologica.

LOREDANA MASSESSI
LOREDANA MASSESSI
12 Novembre 2020 17:19

Buonasera, mi unisco agli altri dipendenti pubblici nel raccontare brevemente la mia storia in qualità di dipendente comunale che svolge le funzioni di Ufficiale d’Anagrafe e di Stato Civile per l’amministrazione di appartenenza. Anch’io come tanti altri ho fatto grandi sacrifici per vincere il concorso pubblico 22 anni fa e sgobbo al servizio della Pubblica Amministrazione da ben 22 anni. Si ho voluto utilizzare il verbo sgobbare per rendere giustizia al lavoro che svolgo quotidianamente sia in presenza che in smart; si lavora con ritmi frenetici pronti a soddisfare le innumerevoli richieste che pervengono dai cittadini residenti e non, facendo… Leggi il resto »

Francesca
Francesca
13 Novembre 2020 15:55

Io ho fatto anni di precariato, ho vinto 2 concorsi pubblici fra centinaia di candidati. Per uno stipendio che mi permette a malapena di far vivere dignitosamente i miei figli. Mai essun aiuto per noi. Noi abbiamo sempre lavorato e abbiamo sempre pagato fino all’ultimo euro di imposte. Che cerchino i soldi nei paradisi fiscali, basta volerlo e ne troveranno a volontà.

Eugenia Materia
Eugenia Materia
16 Novembre 2020 21:44

Io, in smart working, lavoro. Devo forse regalare il mio lavoro? Se Cacciari (o Boeri o qualsivoglia demagogo di turno, con la tasca piena) vuol parlare dignitosamente (o quantomeno tentarci) proponga il controllo del lavoro in smart working. Di certo, in questo modo, la p.a. ricaverà le risorse che sono necessarie a che il governo finanzi tutti i ladri che attualmente piangono sulla propria gran rovina, a fronte dell’aver in precedenza dichiarato due soldi al fisco. Oppure proponga il licenziamento di tutti quelli (amici compresi, visto che nulla si dice) che stanno galoppando sull’art. 21 del d.l. 76/2020 (quante risorse… Leggi il resto »

Raffaele
Raffaele
16 Novembre 2020 21:56

E’ pietoso il portatore dell’esigenza di far sempre parlare di sè

Daniele
18 Novembre 2020 11:51

Giusto in fatti le rivendicazioni sono giuste ma è ora più che mai necessario introdurre meritocrazia salariale e incidere maggiormente sui dirigenti che sono il vero cancro (vedi calabria??)

Raffaele
Raffaele
20 Novembre 2020 21:22

Ci sono diverse categorie di dipendenti pubblici, a dire il vero.
Quelli di cui parla l’articolo di Lente pubblica del 21 ott 2020 sarebbero una soluzione mica male per recuperare soldi legalmente.
L’articolo si intitola: Il mancato ritiro ad oggi dell’art. 16 ter della legge 8/2020

Raffaele
Raffaele
28 Novembre 2020 17:02

Tema: si sta speculando sull’emergenza pandemica? Svolgimento La Redazione di Lente Pubblica potrebbe girare questo scritto agli interessati, compresi Cacciari, Boeri e il Fatto quotidiano. Chi, dal mondo accademico o dell’informazione, pretende di ergersi ad intellettuale faccia proposte concrete al Governo o abbia la dignità minima di rispettare, attraverso il silenzio, le classi minori. Per chi non vuole assumersi le proprie responsabilità, il silenzio esprime la coscienza minima. La si può anche definire “coscienza sufficiente”, quale antitesi di una demagogia che prende due piccioni con una fava: l’affermazione personale; gli interessi sovrastanti da sostenere. L’articolo di Lente pubblica del 21… Leggi il resto »

Luciano
Luciano
30 Novembre 2020 19:04

Comodo parlare davanti ai microfoni sostenendo quel che si vuole senza nessun contraddittorio, anzi, così facendo in questi periodi un gran ritorno di autocelebrazione, senza minimamente ricordare dove sono le grandi evasioni fiscali, che davvero aiuterebbe il paese,li ,nella grande evasione privata, che quella si fa la differenza sempre, e guarda un po’ perché non ci sono nello stato le evasioni? come mai? In conclusione questo è lo specchio delle belle teste pensanti come… chi pensa ai dipendenti pubblici, che proclamano fannulloni, e come in questo caso anche parassiti, che per guadagnarsi un ospitata nell informazione diventando personaggi da grande… Leggi il resto »