Sanzioni Disciplinari Pubblico Impiego: alcune indicazioni utili

lentepubblica.it • 27 Gennaio 2021

sanzioni-disciplinari-pubblico-impiegoSanzioni Disciplinari Pubblico Impiego: ecco una breve panoramica con alcune indicazioni molto utili.


Ricordiamo infatti che il CCNL identifica gli obblighi comportamentali e disciplinari del dipendente. Il dipendente deve lavorare con impegno e responsabilità, rispettando i principi del buon andamento, del rispetto della legge e dell’interesse pubblico.

Cosa accade quando tutti questi buoni principi vengono violati?

Vediamo qui di seguito una rassegna estremamente sintetica riguardante le sanzioni e i principi di gradualità che devono essere rispettati quando vengono applicate le medesime.

Sanzioni Disciplinari Pubblico Impiego

Ovviamente il consiglio è sempre quello di attenersi alle disposizioni di buon andamento e correttezza inserite nel Contratto Nazionale.

Perà è bene sapere a cosa si va incontro quando si violano queste disposizioni.

Ricordiamo che il D.Lgs. 150/2009 afferma che la pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione del codice disciplinare recante l’indicazione delle sanzioni e delle infrazioni (determinate dai contratti collettivi) equivale a tutti gli effetti alla sua affissione all’ingresso della sede di lavoro.

Con la novella del 2009 la competenza della contrattazione collettiva riguarda ora solo la tipologia di infrazioni e sanzioni (codice disciplinare propriamente detto).

Sanzioni applicabili

Le sanzioni previste dai codici sono:

  • rimprovero verbale
  • rimprovero scritto
  • multa fino a 4 ore
  • sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a 10 gg.
  • sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 gg. fino ad un massimo di sei mesi
  • licenziamento con preavviso
  • licenziamento senza preavviso

Sospensione dal servizio

La sanzione della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di sei mesi è stata introdotta con la tornata contrattuale 2002-2005.

L’adozione di tale sanzione comporta la privazione della retribuzione fino al decimo giorno e la corresponsione di un’indennità pari al 50% della retribuzione (oltre agli assegni familiari) dall’undicesimo giorno in poi. La misura incide, inoltre, sull’anzianità di servizio, dalla quale andrà scomputato il periodo trascorso in sospensione.

Licenziamento disciplinare

Con i codici disciplinari ha fatto ufficiale ed effettivo ingresso nella regolamentazione del lavoro pubblico il licenziamento disciplinare, con preavviso e senza preavviso.

L’art. 55 quater del D.Lgs. 165/2001 stabilisce si applica comunque la sanzione disciplinare del licenziamento in caso di:

  • la falsa attestazione della presenza in servizio
  • l’assenza ingiustificata per periodi superiori a tre giorni
  • l’ingiustificato rifiuto ad un trasferimento interno disposto per motivate esigenze di servizio
  • le dichiarazioni false o le false attestazioni per ottenere assunzioni o progressioni di carriera
  • le reiterate condotte aggressive, moleste ed offensive
  • la condanna penale definitiva per reati per i quali è prevista l’interdizione dai pubblici uffici
  • il prolungato (riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio) insufficiente rendimento.

Gradualità e proporzionalità delle sanzioni

Infine, si devono sempre e comunque applicare i principi di gradualità e proporzionalità nei procedimenti con sanzioni rispetto alle infrazioni.

In particolare, si dovrà guardare:

  • alla intenzionalità del comportamento, alla rilevanza della violazione di norme o disposizioni;
  • al grado di disservizio o di pericolo provocato dalla negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell’evento;
  • all’eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti;
  • alle responsabilità derivanti dalla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
  • al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra di loro;
  • al comportamento complessivo del lavoratore, con particolare riguardo ai precedenti disciplinari, nell’ambito del biennio previsto dalla legge;
  • ed infine al comportamento verso gli utenti.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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