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Bandi di Gare: chi valuta l’affidabilità professionale del concorrente?

lentepubblica.it • 2 Febbraio 2016

affidabilita, professionale concorrente bando gareLa valutazione della Stazione Appaltante sull’affidabilità professionale del concorrente è sindacabile da parte del Giudice Amministrativo? Sulla questione si pronuncia il Consiglio di Stato, sez. III, con la sentenza del 22.01.2016 n. 210.

 

Nel caso di specie, l’amministrazione appaltante avrebbe rilevato, sotto un primo profilo, che la ricorrente ha subito una pregressa revoca di aggiudicazione per un analogo servizio, e, sotto altro profilo, che detta circostanza “ha generato una indagine giudiziaria per truffa che ha danneggiato in via indiretta l’immagine dell’Asl”; conseguentemente, l’impugnata esclusione non si determina in esecuzione di una arbitraria clausola escludente contrastante con il principio di tassatività di cui all’art. 46 comma 1 bis, ma in ragione di una fattispecie riconducibile ad una norma di legge (art. 38, comma 1, lett. f).

 

La pregressa revoca dell’aggiudicazione di un analogo servizio per contestate inadempienze è un elemento tale, secondo il primo giudice, da neutralizzare qualsiasi profilo di pretestuosità della determinazione impugnata.

 

Tuttavia, la Sezione non può che confermare le considerazioni del primo giudice a proposito dei limiti del sindacato giurisdizionale sull’esercizio della discrezionalità di cui gode l’amministrazione nell’apprezzamento, con motivata valutazione, del requisito di cui all’art. 38, comma I, lett. f) del D.Lgs. 163/2006 e sulla non irragionevolezza della rilevanza attribuita ai significativi fatti pregressi, ai fini della legittimità della disposta esclusione dalla gara, nonostante i mutamenti societari intervenuti ed i comportamenti, invero contraddittori, medio tempore tenuti dalla stessa stazione appaltante.

 

Quand’anche, infatti, risultassero fondate le lamentate carenze dell’istruttoria, che avrebbero potuto essere colmate dall’Azienda con richiesta di chiarimenti, va rilevato che la ritenuta sussistenza della causa di esclusione di cui all’art. 38, comma I, lett. f), sopra esaminata, è sufficiente a sorreggere la legittimità del provvedimento impugnato.

 

Per leggere il testo completo della Sentenza potete consultare il file in allegato.

 

 

Fonte: Consiglio di Stato, Sezione Terza
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