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Tempo di bilanci, il sogno della casa

lentepubblica.it • 10 Luglio 2015

tasse-casa-672Il potere d’acquisto di una casa per gli Italiani è diventato solo una cifra priva di significato, o forse sarebbe meglio dire troppo piena di significati, di sacrifici, di difficoltà, in molti casi estremi. Attualmente l’Italia, infatti, ha un primato di cui non andare per nulla fieri, quello di posizionarsi all’ultimo posto di una classifica tutta europea che riguarda il potere d’acquisto degli immobili. Cosa significa? Semplicemente che gli italiani non riescono più ad acquistare una casa, nemmeno adesso che i prezzi del mercato, in teoria, renderebbero la cosa più fattibile. Per un cittadino italiano medio occorrono ben 10 anni di reddito per acquistare la casa, contro i 5 del Portogallo e i 7 dei tedeschi. Un gap davvero troppo ampio.

 

Possedere una casa diventa, nella maggior parte dei casi, un sogno, per tutti gli altri un incubo tra burocrazia infinita e cavilli vari ed eventuali. Il primo step per chi desidera acquistare e non ha una immediata disponibilità di liquidi, è quella di valutare i mutui casa migliori, cosa che alla fine si traduce con mutui che possono essere concessi, rispetto ad altri praticamente inaccessibili se non sussistono le numerosissime condizioni richieste. Eppure per gli italiani la casa è sempre stata un traguardo imprescindibile, a partire dagli anni delle grandi guerre. Le difficoltà per riuscire ad acquistare un immobile aumentano con l’abbassarsi dell’età e, forse, anche il concetto che si ha della casa è un po’ diverso rispetto a quello della vecchia generazione.

 

Stando ai dati più recenti della BCE, infatti, solo il 4% dei possessori di una casa ha meno di 30 anni. Dato significativo che non solo fa trapelare una certa disaffezione al sogno di una casa propria a favore di una condivisione della casa della famiglia d’origine e del nuovo nucleo familiare, ma che è anche lo specchio dei tempi che corrono. Sono proprio i fattori economici, infatti, a incidere maggiormente sull’acquisto della casa. I giovani sono quelli che hanno meno possibilità non avendo, nella maggior parte dei casi, nemmeno un lavoro e non potendo così accedere ai mutui. Chi il lavoro ha la fortuna d’averlo non è poi così avvantaggiato in ogni caso, dato che le retribuzioni sono il più delle volte troppo basse per garantire un muto.

Fonte: articolo di Simona Lotta
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