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Rapporto mensile Abi – Febbraio 2014

lentepubblica.it • 19 Febbraio 2014

1. A gennaio 2014 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle

banche operanti in Italia, 1.853,2 miliardi di euro (cfr. Tabella 1) è
nettamente superiore all’ammontare complessivo della raccolta da
clientela, 1.717,8 miliardi di euro (cfr. Tabella 2).

2. A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità
dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze nette
sono risultate a fine 2013 pari a 80,4 mld, le lorde a 155,9 mld; il
rapporto sofferenze nette su impieghi totali è del 4,33% a
dicembre (4,08% a novembre 2013; 3,36% a fine 2012; 0,86%,
prima dell’inizio della crisi) (cfr. Tabella 3). Il rapporto sofferenze
lorde su impieghi è dell’8,1% a fine 2013 (6,3% un anno prima;
2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 14% per i piccoli
operatori economici (11,8% a dicembre 2012; 7,1% a fine 2007),
il 13,3% per le imprese (9,7% un anno prima: 3,6% a fine 2007)
ed il 6,5% per le famiglie consumatrici (5,6% a fine 2012; 2,9% a
fine 2007). Il totale degli affidati in sofferenza ha raggiunto
complessivamente il numero di 1.205.000, di cui oltre un milione
(1.015.369) con un importo unitario in sofferenza inferiore a
125.000 euro.

3. In Italia diminuisce fortemente, su base annua, la raccolta a medio
e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a gennaio 2014
-10,4%, segnando una diminuzione su base annua in valore
assoluto di quasi 60 miliardi di euro) il che penalizza l’erogazione
dei prestiti a medio e lungo termine, mentre l’andamento della
raccolta complessiva (depositi da clientela residente +
obbligazioni) registra una diminuzione di oltre 33 mld di euro
rispetto al gennaio 2013, manifestando a gennaio 2014 una
variazione su base annua di -1,9% (-1,9% anche a fine 2013). A
gennaio 2014 i depositi aumentano di circa 25 mld di euro rispetto
a gennaio 2013 (su base annua, +2,2% a gennaio 2014 contro
+1,9% di fine 2013) (cfr. Tabella 2). Dalla fine del 2007, prima
dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da
1.513 a 1.717,8 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore
assoluto – di 205 miliardi. 4. A gennaio 2014 sostanzialmente stabile la dinamica dei prestiti
bancari a famiglie e imprese: -3,9% la variazione annua a gennaio
2014, -4% a fine 2013 (cfr. Tabella 1). L’andamento risente del
persistere della negativa evoluzione delle principali grandezze
macroeconomiche (Pil e Investimenti). Dalla fine del 2007, prima
dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da
1.673 a 1.853,2 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da
1.279 a 1.416,5 miliardi di euro.

5. A gennaio 2014, i tassi di interesse sui prestiti si sono assestati in
Italia su livelli storicamente molto bassi: il tasso medio sulle nuove
operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato al 3,47%
(lo stesso valore di dicembre 2013; 5,48% a fine 2007), il tasso
medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è
posizionato al 3,54% (dal 3,42% del mese precedente e stesso
valore dello scorso novembre; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio
sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,90% (3,82% il mese
precedente; 6,18% a fine 2007) (cfr. Tabella 4).

6. A gennaio 2014 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da
clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine
in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato
all’1,86% (1,88% a dicembre 2013; 2,89% a fine 2007). Il tasso
praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e
certificati di deposito) è lievemente diminuito collocandosi allo
0,94% (0,97% a dicembre 2013), così come quello sulle
obbligazioni al 3,42% (3,44% a dicembre 2013), mentre quello sui
PCT è risultato pari a 1,71% (1,53% a dicembre)(cfr. Tabella 5).

7. Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla
raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su
livelli particolarmente bassi, a gennaio 2014 è risultato pari a 204
punti base (194 punti base a dicembre 2013). Prima dell’inizio
della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti
% a fine 2007).

Consulta le tabelle: TABELLE_Rapporto_Mensile_Febbraio2014

FONTE: Abi (Associazione bancaria italiana)

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