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Belen Rodriguez senza abiti per la CTP di Milano, chi ha vinto?

lentepubblica.it • 31 Agosto 2016

 

Belen-Rodriguez-senza-abiti-CTP-MilanoUna Sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano che farà sicuramente discutere e che riguarda un personaggio noto pressappoco a tutti: Belen Rodriguez. Per la soubrette televisiva, deve riconoscersi la deducibilità dei costi sostenuti per l’acquisto di vestiario e accessori, utilizzati direttamente per le trasmissioni. Di più. Anche i mobili acquistati per arredare la propria abitazione sono deducibili al 50%.


 

Secondo la Sentenza (che riportiamo in allegato all’articolo), non v’è dubbio che, in alcuni casi specifici, devono essere considerati inerenti all’attività svolta e, pertanto, il loro costo deve essere integralmente deducibile. A parere del Collegio il concetto di deducibilità di un costo per inerenza riguarda non tanto la natura del bene o del servizio ma il suo rapporto con l’attività professionale , in relazione allo scopo perseguito al momento in cui la spesa è stata sostenuta e con riferimento a tutte le attività tipiche della professione stessa e non semplicemente ,ex post in relazione ai risultati ottenuti in termini di produzione del reddito.

 

Per le trasmissioni televisive è espressamente previsto che l’Artista deve usare adeguato vestiario moderno di sua proprietà (abiti,vestiti,scarpe, accessori in genere, trucchi, ecc). Le società televisive si limitano a fornire solamente particolari abiti o costumi da scena legati a determinate coreografie, sketch che vengono realizzati dalle sartorie delle trasmissioni stesse.

 

Pertanto l’inerenza e la deducibilità forfettaria del 50% di detti costi all’attività professionale è oggettivamente dimostrata dai contratti televisivi prodotti in atti.

 

Oltretutto l’abitazione nel caso in questione veniva utilizzata ad uso promiscuo sia per l’attività professionale che per la vita privata. Di conseguenza è ragionevole che l’acquisto di mobilio per arredare in modo appropriato le stanze dalla stessa utilizzate per rilasciare interviste, scattare foto,realizzare videoclip, ecc. sia deducibile nella misura forfettaria del 50%. Chiaramente, il costo dei mobili e degli arredi deve rientrare in una certa proporzionalità tra costi affrontati per l’acquisto e i ricavi conseguiti.

 

La Suprema Corte con le sentenze dal n. 3672 al n. 3682, tutte depositate il 13/02/2007, ha stabilito che l’IRAP è applicabile, in via astratta, alla categoria dei professionisti e dei lavoratori autonomi, in quanto colpisce un fatto economico diverso dal reddito, (fatto) costituito dal valore aggiunto prodotto dalle attività autonomamente organizzate.

 

Inoltre, l’assoggettabilità .all’IRAP degli esercenti arti e professioni deve essere esclusa nel caso concreto in cui la loro attività professionale sia svolta in assenza di elementi di autonoma organizzazione di capitali o lavoro altrui e può escludersi quando il risultato economico trovi ragioni esclusivamente nella autoorganizzazione del professionista o comunque quando l’organizzazione da lui predisposta abbia incidenza marginale e non richieda la necessità di coordinamenti (situazione che si riscontra, in genere, nella disponibilità di pochi arredi di ufficio o strumenti di lavoro, quali,ad esempio, fotocopiatrice, fax, cellulare, materiale di cancelleria, autovettura, eccetera) ovvero quando i mezzi personali e materiali di cui sia avvalso il contribuente costituiscano un mero ausilio alla sua  attività.

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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