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Anticipo Pensionistico: ecco quando parte e tutte le novità

lentepubblica.it • 14 Ottobre 2016

ditteConcordate le misure da inserire nella legge di bilancio. Confermato l’APE, la flessibilità in uscita per gli ultra 63enni attuata attraverso il prestito pensionistico e le misure sulle pensioni basse.

 

Il primo pacchetto di misure contiene l’APE declinato nelle sue varie forme, quello volontario senza cioè alcun intervento pubblico con oneri interamente a carico dei lavoratori; quello agevolato che consentirà ai lavoratori disoccupati, agli invalidi, a chi assiste parenti con disabilità e chi svolge lavori usuranti e gravosi per il quale si prevede la fiscalizzazione degli oneri di restituzione del prestito entro un determinato reddito pensionistico; e quello finanziato dalle imprese per agevolare i processi di ricambio generazionale.

 

Tutte le misure al via dal 1 maggio 2017. Per l’anticipo “social” senza penalizzazione, il tetto è di 1.350 euro lordi. Per il sindacato, però, è “ancora troppo poco”. Nuove categorie di lavoratori saranno aggiunte a quelle esistenti. Per accedere all’Ape agevolata bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi. Lo ha riferito il segretario confederale della Uil Domenico Proietti al termine dell’incontro governo-sindacati a Palazzo Chigi iniziato alle 8 di stamattina. Su questi “livelli minimi” il sindacato sta ancora discutendo per cercare di abbassarli. Inoltre per poter accedere al “Ape social”, ovvero l’anticipo pensionistico senza penalizzazione, il tetto fissato dal governo nella legge di Bilancio è di 1.350 euro lordi.

 

L’uscita volontaria anticipata dal mondo del lavoro avrà un costo pari al 4,6-4,7% per ogni anno di anticipo dell’assegno pensionistico, sino ad un massimo di 3 anni e 7 mesi (qui ulteriori dettagli). Con decurtazioni massime, pertanto, sino al 15-20% dell’assegno in corrispondenza del massimo anticipo richiesto dal lavoratore. La sperimentazione durerà due anni, dal 2017 al 2018 e, pertanto, le coorti di lavoratori che ne potranno usufruire risultano nati fra il 1951 ed il 1954.

 

Il governo inserirà nella platea dell’Ape agevolata, oltre ai disoccupati, i disabili e i parenti dei disabili, anche alcune categorie di attività faticose come le maestre, gli operai edili e alcune categorie di infermieri. Inoltre saranno inclusi anche i macchinisti e gli autisti di mezzi pesanti. Il governo quindi, aggiungerà ulteriori categorie oltre quelle previste già dalla normativa sui lavori usuranti.

 

 

 

Fonte: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)
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