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Educazione civica nelle scuole: arrivederci al 2020

lentepubblica.it • 22 Agosto 2019

educazione civicaCon un ritardo di quasi una settimana rispetto alla data limite, la legge sull’introduzione dell’educazione civica è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.195 del 21-08-2019).


Educazione civica nelle scuole dal 2020. Essendo indispensabili 15 giorni di tempo, la Legge n. 92/2019 entrerà però in vigore solo il 5 settembre 2019, ad anno scolastico già iniziato. Tutto rinviato, pertanto, all’anno scolastico successivo.

Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief:

Così com’è non serve a molto. Troppo confusione su chi si deve occupare dell’argomento e rimane l’ambiguità sul monte orario e sul fatto che non possa essere considerata come materia. Tanto rumore per nulla. Il tema della cittadinanza è già trasversale… Bisogna modificare, subito, la norma con disposizioni chiare e adeguatamente finanziate. A iniziare da quelle sulla formazione e selezione del personale coinvolto nell’insegnamento di una disciplina che deve essere autonoma e non deve togliere ore ad altre materie”.

Educazione civica nelle scuole: arrivederci al 2020

La rivista Tuttoscuola continua a non avere dubbi: “L’articolo 2 della legge della nuova educazione civica prevede con molta chiarezza che “A decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è istituito l’insegnamento trasversale dell’educazione civica”. Non possono esserci equivoci o scappatoie. La legge è precisa: il 1° settembre dell’anno scolastico successivo non potrà essere quello del 2019-20”

La legge sul ritorno dell’educazione civica “non potrà, quindi, che entrare in vigore soltanto dal 2020-21. Eppure c’è chi cerca di rimediare a quello che potrebbe sembrare una sconfitta politica. Proponendo di considerare come inizio dell’anno scolastico (ma la legge non parla di inizio ma di 1° settembre!) l’inizio delle lezioni, diverso da regione a regione. Non tenendo conto che dal 1° settembre le scuole sono già funzionanti con le attività di programmazione da parte dei docenti.

Una proposta – in palese violazione di quanto espressamente prevede la nuova norma – che non si preoccupa della fattibilità della legge (mancano ancora le linee guida da parte del Miur e l’organizzazione del nuovo insegnamento da parte delle scuole), ma che sembra, invece, considerare la facciata, l’impatto comunicativo, il vanto dell’obiettivo politico raggiunto. A costo di violarla la legge: un bell’esempio di educazione civica”, conclude polemicamente la rivista.

Il pensiero del presidente del giovane sindacato

“Pensare di introdurre una legge dello Stato, finalizzata a crescere cittadini consapevoli e responsabili, solo grazie a degli escamotage e delle scappatoie – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – la dice lunga sullo spessore di quella stessa classe politica che ha fortemente voluto approvarla. Rimangono poi irrisolti i problemi insiti nel testo di legge di una materia di fatto inglobata in altre, quindi a danno di altri moduli disciplinari, non per via di un preciso progetto pedagogico-formativo ma semplicemente perché da realizzare a costo zero. Come rimane tutta da comprendere – conclude Pacifico – la possibilità di insegnare una disciplina di un’ora a settimana affidandola ad un numero imprecisato di insegnanti”.

Le modifiche chieste invano da Anief

Anief aveva espresso i suoi dubbi sull’allora disegno di legge, durante l’audizione tenuta presso la Commissione Cultura di Montecitorio lo scorso 12 marzo.

Il sindacato chiese l’istituzione della disciplina come materia autonoma, quindi aggiuntiva alle attuali. Con un minimo annuale di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria.

Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, la disciplina si sarebbe dovuta impartire dai docenti dell’area storico-geografica, che per la scuola secondaria di secondo grado avrebbero dovuto avere una preparazione specifica dei docenti.

Bisognava poi estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee. Come indicato in una Raccomandazione del Parlamento e dal Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE). Relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente. Che delinea otto competenze chiave, tra cui quelle sociali e civiche.

Fonte: ANIEF - Associazione Sindacale Professionale
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