Spid per anziani: come aiutarli durante la procedura?

lentepubblica.it • 12 Maggio 2021

spid-per-anzianiL’identità digitale rischia di rappresentare una barriera all’ingresso per gli anziani che, ad esempio, devono fruire dei servizi dell’INPS? Scopriamo quali sono le procedure che possono venire in aiuto dei meno tecnologicamente esperti.


Per risolvere queste problematiche il Ministero dell’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale ha intensificato la collaborazione con l’AgID, ovvero l’Agenzia per l’Italia Digitale, e naturalmente con tutti i gestori di SPID coinvolti, per poter aiutare gli anziani ad ottenere le credenziali.

L’obiettivo comune è quello di rimuovere gli ostacoli che non favoriscono l’accesso all’Identità Digitale per anziani, disabili e persone più deboli.

Scopriamo di cosa si tratta. A questo link, invece, potete leggere una guida alla richiesta dello SPID.

Le barriere all’ingresso

Dall’entrata in vigore dello SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, sono molti i punti interrogativi soprattutto per gli anziani.

Dal primo ottobre 2021 diventerà indispensabile quando i “vecchi” PIN andranno definitivamente in pensione. con la loro definitiva uscita di scena c’è il rischio di scenari piuttosto complicati per molte famiglie se non dovessero muoversi in tempo. E per gli anziani e per i disabili sono problemi.

Infatti il percorso per richiedere la nuova Identità Digitale, per coloro che non sono pratici delle nuove tecnologie, può risultare tortuoso, specialmente per i nostri anziani, sempre più isolati dal mondo esterno.

Uno SPID che quindi rischia di aumentare  il GAP generazionale.

Spid per anziani

Ad essere penalizzati sembrano essere sempre e soprattutto loro: gli over 65. Secondo le statistiche ufficiali, infatti, solo il 5% di questa fascia di età ha attivato un’identità digitale.

A che cosa si è pensato, dunque, per abbassare questo GAP? Ricordiamo che le credenziali SPID sono strettamente personali e non è possibile richiederle e utilizzarle per conto di terze persone. Quindi cosa si può fare?

Ottenere l’identità direttamente da casa

Con l’aiuto di un parente, che magari crei un indirizzo di posta elettronica apposito e, se il soggetto non ha un cellulare, acquisti una sim in più, si può comunque provare a ottenere l’identità a domicilio. (Maggiori informazioni qui).

Poi il parente potrà aiutare anche nella procedura per la modalità di riconoscimento consentita, online o fisica. Calcolando l’eventuale vicinanza degli uffici per il riconoscimento fisico e gli eventuali costi, in particolare con il riconoscimento online.

Sia che si decida di fare il riconoscimento del nuovo intestatario di Spid via web cam con un operatore addetto su apppuntamento (spesso questo servizio viene offerto a pagamento), sia che si decida di accompagnarlo fisicamente in uno degli uffici preposti.

SPID in tabaccheria: ecco come fare per richiederlo.

Rinnovo del PIN INPS

La buona notizia, quantomeno per i servizi INPS, è che per le tipologie di utenti di seguito indicati, che non possono attivare SPID, il PIN INPS resterà attivo e ancora richiedibile:

  • minori di anni 18;
  • persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno;
  • extracomunitari non in possesso di un documento di identità riconosciuto nel sistema SPID.

Quindi il PIN resterà in uso e sarà ancora richiedibile per queste tipologie di utenti.

Questo, quantomeno, è possibile, a meno che non arrivino altre proroghe, fino al 30 Settembre 2021.

Se in possesso di firma digitale, l’amministratore di sostegno può inviare tramite PEC la richiesta firmata digitalmente, apponendo la firma digitale anche sulla documentazione allegata, richiesta a garanzia di conformità all’originale cartaceo che resta in possesso dell’amministratore di sostegno.

Gli indirizzi PEC delle Sedi sono accessibili nel footer della homepage del portale INPS, nella prima colonna a sinistra, sotto la voce PEC.

Un possibile piano di deleghe?

Infine, il governo con il nuovo ministro all’Innovazione tecnologica Vittorio Colao intende inoltre introdurre la possibilità per gli anziani che hanno difficoltà di uscire di casa (o comunque vanno protetti dal rischio contagio) di firmare una delega in modo che l’intera procedura possa essere portata a termine da un familiare. Per i disabili si pensa al tutore o amministratore di sostegno.

Ancora da decidere il numero massimo di deleghe consentite.

Su questo punto vi daremo maggiori informazioni appena ne verremo in possesso.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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